La crisi batte i saldi I negozi semideserti
La crisi batte i saldi I negozi semideserti
ROMA POCHI CLIENTI nei negozi e vie dello shopping non affollate: debutto nel segno della crisi per i saldi invernali. Primi sconti da ieri nei negozi di Basilicata, Campania e Sicilia poi, da sabato, seguiranno le altre regioni (con l’ eccezione della provincia di Trento, dove i commercianti fisseranno liberamente i periodi di sconto). LA CRONACA delle prime ore di vendite a prezzi scontati racconta di negozi deserti a Napoli: nessuna fila, neanche per le grandi firme della moda in via Dei Mille e via Calabritto, dove negli anni passati erano puntuali le lunghe code nei primi giorni di saldi. Per il presidente della Confcommercio della provincia di Napoli, Pietro Russo, «la diminuzione degli affari potrebbe toccare quota 50 per cento» rispetto ai saldi invernali 2011, che gia’ si erano chiusi con vendite in calo. Avvio sottotono anche in Sicilia, dove nelle prime ore di apertura Confcommercio, che stima una spesa media di circa 200-300 euro a famiglia, ha registrato un calo del 30 per cento delle presenze in negozi e centri commerciali, con punte che sfiorano il 50 per cento in alcune zone dell’ isola. Saldi senza code anche in Basilicata, nelle vie dello shopping di Potenza e Matera. DALLE ASSOCIAZIONI dei consumatori il pressing per nuove regole. «Dopo 23 anni dalla promulgazione della legge che regola i saldi è tempo che si riformi una normativa resa un colabrodo da leggi regionali, saldi mascherati, promozioni inventate, liquidazioni per cambi gestione», dice l’ Adiconsum, che chiede un tavolo al ministero dello Sviluppo. Il Codacons stima da parte sua una spesa media per famiglia di 224 euro con un calo del 15% rispetto allo scorso anno e l’ Unione Nazionale Consumatori lancia un sondaggio sui diritti dei clienti, DAL 5 GENNAIO saldi a Roma, dove la Confesercenti provinciale prevede che la spesa a famiglia si attesterà intorno ai 300 euro. Debutto sabato anche a Torino, dove l’ Ascom prevede una spesa media per famiglia di circa 260 euro, contro i 300 dell’ anno scorso. Il 56,7% dei torinesi ha intenzione di fare acquisti, secondo un sondaggio di Confesercenti , ma il 37,2% ha fissato un budget inferiore a 100 euro, mentre in Toscana, stima Confcommercio, in media ogni famiglia spenderà 359 euro, il 9% in meno rispetto allo scorso anno.
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