Saldi d’ inverno, la crisi «gela» ogni entusiasmo
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fonte:
- Avvenire
DA MILANO CHIARA MERICO Icommercianti sperano di salvare una stagione funestata dalla crisi, gli acquirenti di concedersi, finalmente, una spesa extra. Gli attesissimi saldi invernali sono partiti ieri, in Campania, Sicilia e Basilicata, mentre nelle altre regioni bisognerà attendere sabato. Secondo Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 359 euro per l’ acquisto di abbigliamento e accessori, per un totale di 5,6 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore. La situazione generale, però, non consente grandi slanci di ottimismo. «Non ci aspettiamo nulla di straordinario da questo periodo di saldi – commenta il presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio Renato Borghi – visto che le famiglie a dicembre hanno dovuto pagare 10 miliardi di euro di imposte. Stimiamo un calo del 7-8% rispetto all’ anno scorso». Per Roberto Manzoni, presidente della Fismo (Federazione Italiana Settore Moda, aderente a Confesercenti), c’ è preoccupazione ma «è indispensabile un po’ di ottimismo. I dati di dicembre sono stati meno drammatici del previsto, con un calo degli acquisti del 10% a fronte di attese peggiori, e i saldi, con sconti tra il 30% e il 50%, continuano a rappresentare una buona occasione per consumatori ed esercenti ». Ma le associazioni dei consumatori spengono ogni illusione. Per il Codacons solo il 40% delle famiglie potrà fare acquisti, spendendo in media non più di 224 euro, con una riduzione delle vendite di circa il 15% rispetto allo scorso anno. L’ associazione invita a verifi- care i prezzi prima dell’ inizio dei saldi, dato che, avverte il Codacons, «un commerciante su cinque bara sul prezzo vecchio, in modo da gonfiare artificiosamente la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto ». Bisogna diffidare, inoltre, delle percentuali di sconto superiori al 50%. I consumatori criticano anche le vendite promozionali, da tempo in corso in numerosi negozi: l’ Adiconsum definisce i saldi 2013 «un vero e proprio colabrodo, che favorisce i consumatori con capacità di reddito e penalizza chi non riesce a raggiungere la terza settimana del mese». Secondo il segretario generale Pietro Giordano, da settimane i clienti più affezionati «ricevono mail, telefonate e sms dai commercianti, che offrono sconti non dichiarati sulle vetrine. Così la merce di qualità migliore ha lasciato da tempo gli scaffali, e quando arriverà il 5 gennaio i consumatori meno fortunati troveranno ciò che resta dopo i saldi sommersi e nascosti». «Polemiche sterili: alcuni negozi hanno praticato promozioni, ma la maggior parte aspetta l’ inizio dei saldi», replica da Confcommercio Renato Borghi. Ma l’ Adiconsum chiede l’ apertura di un tavolo al ministero dello Sviluppo economico, per riformare la normativa sulle vendite in saldo. © RIPRODUZIONE RISERVATA Da sabato al via in tutta Italia Le attese dei commercianti Consumatori pessimisti.
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