3 Gennaio 2013

«La concorrenza resta un miraggio»

«La concorrenza resta un miraggio»

POTENZA – Nella regione dell’ oro nero fare il pieno alla colonnina non costa meno che in altre zone d’ Italia, anzi. Paradossalmente, in Basilicata, i prezzi del carburante sono a volte più alti che al Nord e, anche se in misura minore, anche al centro Italia, dove la concorrenza delle pompe “bianche” e degli impianti della grande distruzione organizzata (da Carrefour ad Auchan e Conad) spinge verso il basso i costi della benzina. Non una grande novità per i lucani che, bonus idrocarburi a parte, conoscono bene il “peso” sul portafogli del rifornimento. Ma, ora, a certificare un trend che riguarda la Basilicata ma in realtà tutto il Mezzogiorno è una recente indagine conoscitiva dell’ Antitrust sulla distribuzione dei carburanti condotta lungo un arco di tempo di due anni trail 2010 e il 2011. Un’ analisi che ha registrato come, grazie alle 2.000 pompe “no logo” sparse nel Paese e agli 82 punti vendita collegati alla Gdo, i prezzi siano scesi fino a 13 centesimi di euro al litro rispetto agli impianti delle compagnie petrolifere. Solo laddove, però, esista un’ effettiva concorrenza capace di rompere l’ assetto oligopolistico del mercato. E non sembra essere questo il caso lucano. Innanzitutto, perché i distributori “indipendenti” nella regione si contano sulle dita di una mano. Qualche mese fa, il Codacons ne ha contati tre: uno a Lavello, in contrada Gaudiano, un’ altro a Palazzo San Gervasio (solo Gpl), terzo e ultimo a Moliterno, in contrada Pantanelle . L’ elenco, in realtà, potrebbe essere da aggiornare perché la situazione è in evoluzione continua, ma l’ analisi complessiva non cambia. Al di là del numero, infatti, secondo l’ Antitrust, al Sud «gli impianti no logo non praticano prezzi particolarmente diversi da quelli delle società petrolifere colorate e sono gli impianti della grande distribuzione organizzata, ancorché in numero molto esiguo, a supplire allo scarso grado di concorrenzialità delle pompe bianche gestite dagli indipendenti». Anche l’ altro grande fattore di concorrenza, quello portato dalle compagnie della grande distribuzione organizzata, sembra faticare a far breccia nel mercato lucano. Dagli elenchi pubblicati sui siti dei tre operatori citati dall’ Antitrust , solo Conad, che ha il 40% dei propri distributori al Sud, risulta avere un impianto all’ interno del centro commerciale Cityper di Lauria. Un distributore che, in effetti, ha prezzi molto competitivi e spesso, per questo motivo, viene preso d’ assalto dagli automobilisti. Da Carrefour e Auchan, invece, tutto sembra tacere. Secondo il dossier dell’ Antitrust, per sviluppare il maggior numero di operatori indipendenti sul “modello Nord -Est” anche al Sud, «dove attualmente tali operatori non rappresentano un effettivo vincolo concorrenziale», si devono “esportare” le condizioni logistiche: «ciò implicaprecisa l’ organismo di controllo della concorrenzal’ adozione di nuove misure volte a favorire l’ ingresso di operatori indipendenti nella logistica, fase della filiera che al Sud è pressoché controllata in via esclusiva da società petrolifere verticalmente integrate». Nell’ analisi conoscitiva, viene infatti rilevato il «netto primato» di Eni nel mercato all’ ingrosso del Sud in termini sia di operatori indipendenti serviti, sia dipompe bianche approvvigionate. Seguono Tamoil, e Kuwait mentre il peso di gros sisti autonomi in questo contesto geografico è «residuale» . Per l’ Antitrust la ricetta giusta è «proseguire sulla strada delle riforme per innescare nuove spinte competitive» e incrinare così l’ attuale assetto monopolistico delle grandi compagnie petrolifere che fanno cartello.

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