Antonelli: «Obbligo di pagamento anche per monitor e schermi»
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fonte:
- La Provincia di Como
«I rincari per canone, bollette, pedaggi e tesse locali continuano ad essere indicizzati al costo della vita, indifferenti al peso reale dei salari». È categorico, Mauro Antonelli, presidente Codacons, in merito alla nuovo salasso che sta per abbattersi con l’ arrivo del 2013. E che non risparmierà nemmeno le assicurazioni auto, destinate a crescere del 5%, le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più a famiglia secondo Adusbef e Federconsumatori), quelle aeroportuali, le bollette di luce e gas e i servizi postali. Così, anche 1,50 euro in più, previsto per l’ aumento del canone Rai, può risultare insostenibile. «L’ offerta erogata dall’ emittente pubblica si è avvicinata assomiglia sempre più a quella già fornita dalle emittenti private – spiega Antonelli – con tanto di pubblicità perfino nel televideo e numerose repliche di programmi. Mi chiedo che senso abbia pretendere un ulteriore aumento a fronte di una situazione economica già compromessa». Eppure, «non solo la Rai ha reso praticamente impossibile per un utente disdire l’ abbonamento, tartassandolo di bollettini – precisa il presidente del Codacons – ha perfino esteso l’ obbligo del canone a monitor e schermi di artigiani e negozianti atti a ricevere programmi tv. Di modo che ci sono sempre più famiglie che si ritrovano a pagare un doppio canone». Intanto, «pure riempire il carrello della spesa diventa problematico. Secondo l’ Istat – precisa – a novembre, se l’ inflazione generale rilevata in provincia di Como si attestata al 2,7%, è, però, arrivata al 4% per i beni a maggior frequenza d’ acquisto». S. Bal.
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