30 Dicembre 2012

Epatite C da sangue infetto cita il Comune e l’ ospedale

Epatite C da sangue infetto cita il Comune e l’ ospedale

Nel 1976 è stato contagiato dal virus dell’ epatite C a seguito di trasfusioni di sangue infetto che gli sono state praticate in occasione di un ricovero all’ ospedale Civile di Padova. Ora V.M. ha citato davanti al Tribunale di Venezia il Comune di Padova e l’ Azienda Ospedaliera, chiedendo la condanna delle due amministrazioni al risarcimento dei danni, patrimoniali e non, che sono stati quantificati in 776.785 euro.Per questo la giunta comunale, su proposta dell’ assessore Marco Carrai, ha deliberato di autorizzare il sindaco a costituirsi in giudizio, chiamando in garanzia Generali Assicurazioni spa «sia nella veste di compagnia che è subentrata ad Assitalia nella gestione della polizza, vigente all’ epoca dei fatti, stipulata dal Comune per responsabilità civile per danni a terzi, sia nella veste di comapgnia che assicurava l’ Ospedale civile di Padova». L’ esecutivo di Palazzo Moroni si è inoltre riservato «ogni ulteriore valutazione in ordine all’ opportunità di chiedere l’ estensione del contraddittorio anche nei confronti della Gestione Liquidatoria dell’ ex Usl 21 di Padova e del ministero della Salute». Come viene ricordato nel sito del Codacons «la trasfusione di sangue infetto è stata una grande fonte di contagio dell’ epatite: solo nel 1989 è stato identificato il virus dell’ epatite HCV e, fortunatamente, si è abbassato il rischio di contrarre l’ infezione». La legge 210 del 1992 ha previsto, come indennizzo, un assegno mensile a favore di tutti i contagiati. È inoltre possibile agire giudizialmente per l’ ottenimento di un risarcimento dei danni.

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