Lazio, sos arsenico: per 67 comuni nienteacquapotabile
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Due giorni ancora e il Lazio, in particolare la Tuscia, si troverà ad affrontare una gravissima emergenza: quella idrica. Da martedì 1 gennaio, secondo i dati più aggiornati resi noti dalle Asl, scatteranno le ordinanze di non potabilità dell’ acqua in 67 comuni, 35 dei quali in provincia di Viterbo, 23 in quella di Roma e 9 a Latina. Resteranno così senza acqua potabile circa 650mila persone, 150mila delle quali nella Tuscia, praticamente il 50% della popolazione della provincia di Viterbo. I residenti non solo non potranno bere l’ acqua dei rubinetti, ma non potranno usarla nemmeno per cucinare, per lavarsi i denti e per fare il bucato. Ci sono poi altri 20 paesi laziali, per 150mila abitanti, che rimarranno a secco a causa della presenza di fluoruri superiore a 1,5 microgrammi/litro. I centri che, per un motivo o per l’ altro, non potranno utilizzare l’ acqua sono quindi 87, per una popolazione complessiva di 800mila abitanti. Sebbene in proporzioni minori, il problema arsenico si registra anche in Lombardia (6 comuni, 24mila abitanti), Toscana (13 comuni, 71mila abitanti) e in Trentino Aldo Adige (3 comuni, 27mila abitanti). Già ieir, il sindaco di Tarquinia ha emesso l’ ordinanza di non potabilità che interessa poco meno di 17mila residenti. Nei prossimi giorni saranno emessi provvedimenti identici in tutti i centri in cui la concentrazione d’ arsenico è superiore ai 10 microgrami/litro. L’ Unione Europea, dal 2001 in poi, ha concesso all’ Italia una serie di proroghe per far scendere al di sotto dei 10 microgrammi/litro l’ arsenico nei propri acquedotti. Un periodo lunghissimo che nel Lazio e in poche altre zone d’ Italia, come ha sottolineato il presidente di Legambiente Lorenzo Parlati, è trascorso nella totale indecente inerzia della Regione. Contro l’ ignavia della Regione si scagliano anche i sindaci costretti a emettere le ordinanze. La patata bollente, passa tutta in mano ai sindaci, i quali dovrebbero provvedere a garantire almeno 6 litri di acqua potabile al giorno ai loro cittadini, come consiglial’ Istituto superiore di sanità. Mentre scattano le ordinanze sull’ emergenza arsenico, il Codacons ha diffidato i sindaci dei comuni interessati a bonificare le falde acquifere entro il prossimo 31 dicembree ha suggerito a tutti i titolari di utenze idriche di agire con il Codacons al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti e la riduzione della tariffa dell’ acqua. Per partecipare alla class action è sufficiente seguire le istruzioni riportate sul sito dell’ associazione.
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