Tempo di saldi, corsa dei negozi a svendere la merce
-
fonte:
- Il Giornale
In Rinascente da ieri sconti anche del 50% Elena Gaiardoni «Soldi, soldi, soldi, chi ha tanti soldi vive come un pascià…» recitava una vecchia canzone. Si racconta che i soldi non ci siano più e allora si potrebbe cantare: viva i saldi? No, l’ aria di vacche magre, più o mena vera per qualcuno, anche questi ultimi ha trasformato. Non ci sono più i saldi di una volta. Un tempo i negozi la tiravano lunga e cercavano di saldare la merce il più tardi possibile, ora invece c’ è la corsa a chi sfodera per prima i sospirati sconti quasi fossero una pia opera di beneficenza. Ieri è partita la Rinascente e alcune megagriffe della città già applicavano una percentuale al ribasso dal 30% al 50% alle clienti affezionate prima di Natale su un kilt, un maglione o una cintura con fiocco. I saldi, insomma, non ne vogliono sapere di star saldi nella data fissata. Il giorno prescelto per le svendite è il 5 gennaio 2013: la corsa al risparmio alla vigilia della Befana fa sembrare più vecchie le cose che di solito si trovano durante le celebri «occasioni», in inglese denominate «sale» forse per far capire che non è tutto oro quello che luccica e che anche con le targhette sbarrate da linee rosse sul prezzo di base, quelle linee che fanno impazzire il cliente alla ricerca di uno sconto, alcuni oggetti costano pur sempre salati. Se Milano batte il 5 del nuovo anno sulla mano del consumatore, in Lombardia molti negozietti che non ne vogliono sapere di stare al gioco delle griffe di prestigio di via Montenapoleone hanno puntato sulle occasioni partendo dal 7 dicembre. La gente però, forse non più presa dall’ acquisto facile, diventa sempre più renitente a gettarsi a capofitto sui «sale». Secondo un’ indagine del Codacons, solo il 40% delle famiglie crede ancora all’ affare fatto nelle compere di gennaio. La spesa complessiva quest’ anno non supererà i 2,1 miliardi di euro, un budget dimezzato rispetto al 2009. Quattro anni fa la spesa media per nucleo famigliare era di 450 euro, mentre per i prossimi acquisti non si spenderà più di 224 euro, ovvero una riduzione del 50,2%. Con il 31 dicembre chiuderà anche il Kilo Fashion di piazza San Babila, che da più di un mese svende un tanto al chilo gonne e giacche anche di firma. La crisi ha portato un mercato ballerino e una coscienza acuita del valore delle cose.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Saldi
