>>>ANSA/ MARO’: PRIMO GIORNO IN PUGLIA TRA AMICI E PARENTI
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fonte:
- Ansa
LINEA RISERBO PER LATORRE E GIRONE, ‘LASCIATECI TRANQUILLI’
(di Paola Laforgia) (ANSA) – BARI, 23 DIC – Visi più riposati ma non ancora distesi, abiti borghesi e l’affetto di parenti e amici. E’ trascorsa all’insegna della riservatezza e del calore familiare la prima giornata in Puglia dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre rientrati ieri in Italia dall’India dove sono stati per dieci mesi agli arresti perché accusati dell’omicidio di due pescatori scambiati per pirati. Entrambi circondati dalle rispettive famiglie, hanno cercato di spegnere il clamore mediatico suscitato dal loro rientro evitando i giornalisti. Solo Girone, che questa mattina è uscito di casa, una villetta con piccolo giardino a Torre a Mare, alla periferia sud di Bari, con la moglie Vania e i figli per andare a trovare un parente, ha ceduto alle insistenze dei giornalisti. Ma lo ha fatto solo per ringraziare nuovamente le istituzioni, il governo italiano e anche l’India, “che ci hanno concesso di trascorrere a casa questi giorni di festa”. Poi, anche a nome del commilitone ha rivolto un appello ai giornalisti: “vi chiediamo solo, io e Massimiliano, di lasciarci trascorrere questi giorni sereni e tranquilli, e buon Natale a tutti”. A Taranto, dopo la nottata trascorsa a casa sua, anche Massimiliano Latorre ha passato la domenica in famiglia con la madre, i figli, le sorelle e i nipoti. La riservatezza sollecitata dai due marò sembra essere stata fatta propria anche dalle persone che sono loro vicine, da amici e concittadini, tanto che ieri quando attorno alle 23 Latorre e Girone sono arrivati nelle loro case, l’uno a Taranto l’altro a Bari, ad attenderli c’erano solo i parenti stretti e pochi amici intimi. Oggi sull’inferriata che delimita il giardino della casa di Girone è stato appeso uno striscione di auguri natalizi per i due marò. E’ l’unico segno di festa espresso dai concittadini per il rientro. Troppo breve la licenza (i giudici dell’Alta Corte del Kerala hanno stabilito che la licenza non può superare il cinque gennaio prossimo) e troppo incerto il futuro giudiziario dei due fucilieri per lasciarsi andare a festeggiamenti vistosi che potrebbero apparire inopportuni vista la delicata situazione anche sul piano internazionale. In questo clima di discrezione e sobrietà, l’unica nota polemica è arrivata dal Codacons secondo cui il rientro in Italia dei due marò sarebbe “uno sperpero di soldi pubblici”, in quanto, “in assenza di una sentenza di assoluzione – afferma l’associazione – le spese affrontate dallo Stato italiano per i due militari (cauzione, picchetto d’onore, ecc.) appaiono assolutamente ingiustificate, e potrebbero rappresentare uno sperpero di soldi pubblici”. (ANSA).
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