Il Natale peggiore di tutti Italiani chiusi in casa
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fonte:
- Libero
Gli italiani spendono di più, ma per restarsene a casa (ed evitare di ancor più spendere). La si può leggere così? Nel senso: come ogni fine d’ anno, ecco l’ immancabile statistica sui consumi del periodo – articolo dunque imprescindibile (sic), e però in effetti occasione per ragionare non solo sull’ andamento dell’ economia reale, ma anche sui comportamenti che le famiglie oppongono alla congiuntura non certo positiva. E allora dice: vedrai, con questa crisi sarà andato tutto a picco. Sì, ma anche no. Prendiamo le cene e i pranzi natalizi, irrinunciabili occasioni di ritrovo familiare con conseguenti e tradizionali eccessi gastronomici – non per gli indigenti, naturalmente, ma tant’ è. In ogni caso: stando ai numeri diffusi da Coldiretti, a ‘sto giro gli italiani hanno speso all’ incirca 2,5 miliardi di euro, vale a dire il 10 per cento in più rispetto allo scorso anno – cifra che sale fino a 4 miliardi considerando anche l’ incombente cenone di Capodanno. Nessun risparmio sul menù, quindi. E, contestualmente, una spiccata tendenza a contenere gli sprechi al cibo collegati: secondo un’ indagine commissionata sempre da Coldiretti a Swg, il 64 per cento delle famiglie utilizza nei giorni successivi il cibo avanzato, in misura di molto maggiore rispetto agli anni passati. È così: più soldi per la spesa nell’ imminenza del Natale, ma – come dire – a più lunga gittata. D’ altro canto, il dato di Coldiretti va senz’ altro messo in diretta relazione con quelli di recente presentati dal centro studi di Fipe, la federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio, su numeri forniti da un’ indagine FormatResearch: quest’ anno soltanto il 15 per cento degli italiani ha scelto o sceglierà di recarsi in un pubblico esercizio fra Natale e San Silvestro, percentuale in netta flessione rispetto a quella registrata dodici mesi fa, quando raggiunse il 23,7 per cento. ABBIGLIAMENTO A PICCO Ma i riflessi concreti della difficile situazione economica in cui si dibattono le famiglie esistono eccome. A parte che, sempre secondo Coldiretti, gli italiani indigenti che quest’ anno hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali non profit che redistribuiscono le eccedenze alimentari, ecco, sono saliti fino a quasi toccare la quota record di 3,7 milioni, il massimo dell’ ultimo triennio – calcolo, questo, svolto attraverso l’ analisi del “Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012” realizzata dall’ Agea. Inoltre, le stime stavolta del Codacons attestano che – uscendo dal campo strettamente alimentaredal punto di vista commerciale e dei consumi questo si rivela essere il peggior Natale dell’ ultimo decennio, con un calo di vendite che arriva al 20 per cento. «Le famiglie hanno di molto ridotto il numero di regali e la loro entità – spiega l’ associazione dei consumatori, sostenendo d’ aver elaborato i dati delle diverse categorie – e le principali riduzioni dei consumi si sono registrate nei settori di abbigliamento, calzature, arredamento e oggettistica per la casa». E i viaggi? Male anche quelli (-15%), così come – e l’ abbiam visto più sopraper la ristorazione. Sempre secondo il Codacons, «le vendite possono ritenersi soddisfacenti unicamente nel settore giocattoli, in quello dell’ informatica e nell’ hi -tech». Tanto da far dire a Carlo Rienzi, che del Codacons è presidente, che «questo è il segno evidente della crisi economica che investe il nostro Paese, e di una politica economica sbagliata che finora ha preferito aumentare la pressione fiscale anziché salvaguardare le tasche delle famiglie e incentivare i consumi. È evidente come, in assenza di una inversione di tendenza, il 2013 si candidi ad essere come l’ annus horribilis proprio sul fronte dei consumi». Ma di siffatti discorsi ne sentiremo parecchi, nei prossimi mesi.
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