27 Dicembre 2012

Monti si crede messia e sceglie Natale per entrare in politica

Monti si crede messia e sceglie Natale per entrare in politica

Eppur si muove. Nonostante quella che ai più è sembrata una decisa frenata, Mario Monti non smette di accarezzare l’ ambizione di avere un ruolo politico di primo piano nel Paese che uscirà dalle urne di febbraio. Nel discorso pre natalizio di settimana scorsa, il professore non ha sciolto la riserva. E non ha “benedetto” la lista a lui ispirata alla quale stanno lavorando Casini, Fini e Montezemolo. Non ha detto che si metterà in gioco in prima persona, limitandosi a lasciare una porta aperta qual ora siano le condizioni a consentirgli di tornare ad indossare l’ abito del salvatore della patria. Poi ieri, giorno di Natale, la “svolta”, arrivata via Twitter- social network sul quale ha da poco aperto un profilo – quasi a voler umanizzare e modernizzare la sua figura di algido e austero cattedratico: «In sieme abbiamo salvato l’ Italia dal disastro. Ora va rinnovata la politica. Lamentarsi non serve, spendersi sì. Saliamo in politica!» e «Insieme … Saliamo in politica! #Agend a M onti agenda -monti.it». Non è dato sapere a cosa dobbiamo i cinquet tii del presidente del Consiglio. Un eccesso di euforia dopo i brindisi della vigilia? Una visita dei fantasmi dei governi passati e di quelli futuri come nella celebre favola di Charles Dickens? Un sussulto di protagonismo? Di certo suona come l’ embrione di uno slogan elettorale. Che volutamente richiama alla fortunata (dal punto di vista del marketing politico) “discesa in campo” coniata nel 1994 da Silvio Berlusconi. Lo stesso Monti ha aveva già avuto modo di spiegare che lui quel riferimento all’ andare verso il basso non piace. E se dovesse fare una scelta similare, sarebbe in direzione opposta. Verso l’ alto, perché quello è il posto dove collocare la gestione della cosa pubblica. Un principio ineccepibile sotto il profilo formale. Peccato che alla prova dei fatti, questo salto in avanti la gente non l’ abbia percepito. Almeno a giudicare dai risultati che il governo dei tecnici è stato in grado di raggiungere dopo oltre un anno di permanenza nella stanza dei bottoni. Ieri il Codacons ha certificato l’ ennesima con trazione dei consumi:20% nelle spese natalizie. Un dato che si somma a quello, molto più grave, legato all’ occupazione, che mese dopo mese, continua a vedere aumentare il numero dei disoccupati. Insomma, il Paese sarà pure stato “salvato” come sostiene il professore, ma evidentemente si devono essere scordati di avvisare gli italiani. Eppure, avendo dalla propria i principali mezzi di informazione, non dovrebbe essere difficile convincere la gente che si sta sbagliando. Che le cose non vanno male come sembra. Che dopo aver dato il loro contributo pagando da bravi l’ Imu, l’ Iva maggiorata e tutti gli altri balzelli imposti negli ultimi mesi, adesso serve un ultimo sforzo. Serve ancora una mano, con una piccola x su un foglietto di carta colorata da apporre nel segreto di una cabina. Senza essere profeti e senza avere l’ ambizione di vaticinare il futuro, si può immaginare che fra non molto il leit motiv possa essere più o meno questo. Magari con nuove esortazioni diffuse a mezzo Twitter. Anche se è sempre meglio stare attenti. Perché i social network sono utili, ma insidiosi. Infatti in queste ore circola una battuta mica male su Facebook: «Che differenza c’ è tra Monti e la tua banca? Nessuna, entrambi ti spillano i soldi tutto l’ anno e poi ti regalano un’ agenda…».
di paolo guido bassi

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