«Arsenico, pronti alla causa di risarcimento»
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fonte:
- Corriere del Trentino
TRENTO – «Alcuni Comuni si sono adeguati, altri no. Ora il Codacons regionale si attiverà per formulare una richiesta formale ai municipi. Se questi non provvederanno, ci attiveremo perché anche in Trentino partano i risarcimenti». Gloria Canestrini, responsabile del Codacons regionale, fa il punto sull’ attuazione della sentenza del Tar del Lazio che, in luglio, ha condannato i ministeri della salute e dell’ ambiente a risarcire con 100 euro gli utenti di varie regioni, tra cui il Trentino Alto Adige, per la presenza di «arsenico disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall’ Unione europea». Il caso è finito al centro di un’ interrogazione di Claudio Civettini (Lega Nord) che cita il sito del Codacons: «La sentenza stabilisce che la presenza dell’ arsenico almeno in parte riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione, determina un danno non patrimoniale complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l’ aumento di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress psico-fisico e l’ alterazione delle abitudini di vita personali e familiari conseguenti alla ritardata e incompleta informazione del rischio sanitario». La Lega chiede alla giunta provinciale di chiarire quali ricadute si avranno in Trentino ma, soprattutto, quali sono le iniziative adottate per il controllo, la tutela e la purificazione dell’ acqua potabile» in Trentino. Canestrini precisa che la sentenza del Tar del Lazio non è sufficiente ad attivare il risarcimento, ma deve essere accompagnata da un’ iniziativa sui singoli territori. «È quello che faremo – aggiunge – se i Comuni non si adegueranno alla sentenza». In Trentino i Comuni interessanti sono quelli di Trento, Canal San Bovo, Fierozzo, Frassilongo. R. C. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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