ALIMENTARI E SPENDING REVIEW
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fonte:
- La Sicilia.it
Nonostante le buone notizie provenienti dall’ ambito finanziario (leggasi spread a quota 300), tutti i dati macro economici italiani si presentano con una negatività davvero impressionante (fatturato e ordinativi industriali, fiducia consumatori, vendite al dettaglio). Soffermiamoci sull’ ultimo, cioè quello di ieri in cui l’ Istat conferma che non solo le vendite al dettaglio globalmente sono ancora in calo ma vanno a colpire un settore che, prima d’ ora, bene o male aveva resistito, cioè l’ alimentare. Qualche numero è necessario per capire la portata dei dati. Dice l’ Istat che l’ indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione del 2,9% tendenziale per i prodotti alimentari e del 4% per quelli non alimentari. Il dato sulle vendite di prodotti alimentari può avere due chiavi di lettura: una è che prima si faceva una spesa cosiddetta allegra e non si aveva vergogna a gettarne poi la metà perché non utilizzata. Fin qui, diciamo che a rimetterci sarebbero soltanto le aziende produttrici e l’ ultimo anello della catena, cioè il venditore al dettaglio. Oppure – e questo è certamente molto più proccupante – davvero molta gente è stata costretta ad una sorta di spending review familiare tirando la cinghia, riducendo anche alcuni generi alimentari dalla propria tavola. Sembra verosimile, appunto, questa ultima ipotesi se si tengono presenti anche le informazioni che vengono dalla “colletta alimentare”, dalle varie comunità, a cominciare da quella di SantEgidio e della Caritas: c’ è sempre più gente a chiedere un pasto caldo. Sono anziani ma anche giovani. L’ altro elemento, altrettanto preoccupante, è quello che riguarda i cali delle vendite in generale. Le vendite per forma distributiva, infatti, mostrano, nel confronto con ottobre 2011, una diminuzione sia per la grande distribuzione sia per le imprese operanti su piccole superfici. Nella grande distribuzione le vendite, infatti, segnano una variazione tendenziale negativa sia per i prodotti alimentari (-2,5%) sia per quelli non alimentari (-6,7%). Anche nelle imprese operanti su piccole superfici si evidenzia una diminuzione sia delle vendite di prodotti alimentari (3,5%), sia di quelle di prodotti non alimentari (-2,8%). Come si evince da questi tristi numeri la crisi ha colpito non soltanto il salumiere sotto casa ma anche quella grande distribuzione che, oltre tutto, per gli enormi quantitativi di merce acquistata, è in grado di offrire alla clientela finale prezzi allettanti, certanente in forte concorrenza con i cosiddetti “piccoli”. In pratica – suggerisce il Codacons – gli italiani dopo aver abbandonato anni fa i negozi tradizionali, troppo cari, essere passati ai supermercati e, infine, negli ipermercati, ora non si possono nemmeno più permettere di acquistare i prodotti noti dell’ industria alimentare che hanno reso famoso il made in Italy nel mondo e sono costretti ad acquistare nei discount, abbandonando i brand leader a favore di prodotti sconosciuti ma più economici. Nel loro piccolo anche le famiglie italiane, a causa della caduta verticale del proprio potere di acquisto (-9,8% dal 2008), sono, dunque, costrette a diminuire le proprie uscite nei vari settori di spesa, persino in quello alimentare (vale a dire l’ ultimo ad essere intaccato in una situazione di crisi). Secondo le previsioni dell’ osservatorio nazionale dell’ associazione Federconsumatori, la spesa delle famiglie nei settori dell’ alimentazione, dell’ abbigliamento, della casa, dei trasporti, degli alberghi e della ristorazione, nonché in quello dei beni e servizi ricreativi calerà complessivamente di circa mille euro annui a famiglia. Un taglio molto consistente da parte di ogni famiglia che testimonia in maniera chiara e palese la situazione di disagio e difficoltà che si aggrava di anno in anno. Il Codacons auspica immediate misure per rilanciare i consumi, salvare il potere d’ acquisto delle famiglie e sostenere il commercio. Ma ormai siamo nel pre elezioni. Aspettiamo, dunque, il prossimo governo. Se ne avremo capacità e forza. 21/12/2012.
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