ELEZIONI: IPOTESI INGROIA IN CAMPO, ED E’ POLEMICA
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 18 dic. – “L’annunciata candidatura e’ il migliore argomento a favore di cio'”, ha sottolineato Contento e “dimostra, inoltre, l’esistenza di un partito che si alimenta all’interno di alcune procure e che si serve di inchieste contro uomini politici per accrescere la propria notorieta’, in vista delle competizioni elettorale.Guarda caso, i pm che si candidano finiscono poi per schierarsi con la sinistra radicale e con Bersani. Mi auguro che il nuovo Parlamento adotti al piu’ presto una legge che ponga fine a questo sdoppiamento della personalita’, rendendo definitiva la scelta di un magistrato che entra in politica”, ha concluso.
Boccia nettamente la candidatura il pidiellino Amedeo l Labocetta: “l’Italia rischia una pessima figura in sede internazionale e di fronte alla piu’ importante istituzione mondiale quali le Nazioni Unite”.
A favore del magistrato si schiera il promotore del movimento arancione, l’ex pm e sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “e’ l’uomo giusto al di la’ delle valutazioni su un magistrato che si schiera. Vediamo cosa ci dira’ il 21 dicembre”. “Ingroia e’ un mio grande amico, ci siamo sentiti anche ieri. E’ difficile parlare di un amico e andare oltre per fare una valutazione”, si limita a dire il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta.
Sottoscrive, intanto, l’appello, firmato da De Magistris Leoluca Orlando e Ingroia, anche Margerita Hack e Orazio Licandro, del comitato promotore dell’assemblea ‘Io ci sto’ ha cosi’ commentato: “Per noi e’ un grande onore l’adesione di una personalita’ cosi’ limpida che si e’ sempre distinta per battaglie per la liberta’ della ricerca scientifica pubblica”.
“La costruzione del Quarto polo con Ingroia candidato presidente sta sollevando molte aspettative tra chi vuole un rovesciamento delle politiche attuate da Monti e sostenute in varie forme dal centro destra e dal centro sinistra”, ha affermato da parte sua Paolo Ferrero, segretario di Rc-FdS.
Diffida il Csm, invece, il Codacons: i magistrati che si candidano non possono tornare ad operare nel mondo della giustizia. Sarebbe incostituzionale.
“Il Codacons ha presentato oggi una formale diffida al Consiglio Superiore della Magistratura, affinché ai magistrati che entrano in politica non sia rilasciata alcuna aspettativa, né sia loro permesso di tornare ad operare nel mondo della giustizia al termine del mandato.I magistrati italiani godono di un intollerabile privilegio che consente loro di entrare in politica per poi tornare a lavorare nelle aule di giustizia come e quando vogliono”, si legge, infatti, in una nota.(AGI) Mao
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