18 Dicembre 2012

INGROIA:CODACONS A CSM,CHI SI CANDIDA DEVE DIRE ADDIO A TOGA

INGROIA:CODACONS A CSM,CHI SI CANDIDA DEVE DIRE ADDIO A TOGA

(ANSA) – ROMA, 18 DIC – Il magistrato Antonio Ingroia “non può candidarsi alla guida del movimento arancione” e “se lo farà, dovrà rinunciare per sempre al suo ruolo in magistratura”. Lo sottolinea il Codacons, che ha “presentato oggi una formale diffida al Csm affinché ai magistrati che entrano in politica non sia rilasciata alcuna aspettativa, né sia loro permesso di tornare ad operare nel mondo della giustizia al termine del mandato”. Secondo l’associazione di consumatori, “i magistrati italiani godono di un intollerabile privilegio che consente loro di entrare in politica per poi tornare a lavorare nelle aule di giustizia come e quando vogliono. Il collocamento fuori ruolo dei magistrati è disciplinato da una Circolare del Csm, la quale stabilisce che il Consiglio superiore deve accertare che il magistrato che chiede il collocamento fuori ruolo per candidarsi in un partito politico non abbia in corso o abbia avuto recentemente indagini svolte su persone legate direttamente oppure indirettamente a quel partito, in quanto proprio a causa della conduzione delle indagini su indicate lo stesso potrebbe trovarsi in possesso di numerose informazioni che potrebbero essere utilizzate nel corso della campagna elettorale o, comunque, nel corso dello svolgimento del proprio mandato. Inevitabilmente ne consegue che, se anche si volesse consentire al magistrato di intraprendere la carriera politica, non sarebbe costituzionalmente possibile consentire un suo ‘ritorno’ all’interno dell’ordine giudiziario, considerato che l’art. 111 della Costituzione prescrive che ‘La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge davanti a giudice terzo ed imparziale'”. “L’aspettativa per impegni elettorali – scrive il Codacons nella diffida – costituisce l’illegittimo ‘canale di collegamento’ tra due poteri dello Stato i quali sono e devono rimanere separati tra di loro”. Se il Csm dovesse dare il nullaosta, “il Codacons e l’Associazione utenti della giustizia faranno ricorso la Tar chiedendo un risarcimento dei danni come già fatto in occasione del permesso concesso a Luigi De Magistris”. (ANSA).

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