18 Dicembre 2012

INGROIA: PER IL CODACONS NON PUO’ CANDIDARSI ALLA GUIDA DEL MOVIMENTO ARANCIONE!

INGROIA: PER IL CODACONS NON PUO’ CANDIDARSI ALLA GUIDA DEL MOVIMENTO ARANCIONE!

SE LO FARA’, DOVRA’ RINUNCIARE PER SEMPRE AL SUO RUOLO IN MAGISTRATURA

IL
CODACONS DIFFIDA IL CSM: I MAGISTRATI CHE SI CANDIDANO NON POSSONO
TORNARE AD OPERARE NEL MONDO DELLA GIUSTIZIA. SAREBBE INCOSTITUZIONALE

Mentre si va delineando un nuovo soggetto politico, il cosiddetto Movimento Arancione, che ha scelto come candidato Premier Antonio Ingroia, ex Pm della Procura di Palermo, il Codacons ha presentato oggi una formale diffida al Consiglio Superiore della Magistratura, affinché ai magistrati che entrano in politica non sia rilasciata alcuna aspettativa, né sia loro permesso di tornare ad operare nel mondo della giustizia al termine del mandato.
I magistrati italiani godono di un intollerabile privilegio che consente loro di entrare in  politica per poi tornare a lavorare nelle aule di giustizia come e quando vogliono – spiega il Codacons – Il collocamento fuori ruolo dei magistrati è disciplinato dalla Circolare del CSM n. P- 2766 dell’8 febbraio 2008, la quale stabilisce che il CSM deve accertare che il magistrato che chiede il collocamento fuori ruolo per candidarsi in un  partito politico non abbia in corso o abbia avuto recentemente indagini svolte su persone legate direttamente oppure indirettamente a quel partito, in quanto proprio a causa della conduzione delle indagini su indicate, lo stesso potrebbe trovarsi in possesso di numerose informazioni che potrebbero essere utilizzate nel corso della campagna elettorale o, comunque, nel corso dello svolgimento del proprio mandato. Inevitabilmente ne consegue che, se anche si volesse consentire al magistrato di intraprendere la carriera politica, non sarebbe costituzionalmente possibile consentire un suo “ritorno” all’interno dell’ordine giudiziario, considerato che l’art. 111 della Costituzione prescrive che “La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. ogni processo si svolge … davanti a giudice terzo ed imparziale”.
L’aspettativa per impegni elettorali – scrive il Codacons nella diffida – costituisce l’illegittimo “canale di collegamento” tra due poteri dello Stato i quali sono e devono rimanere separati tra di loro. Le delibere con le quali il CSM ha provveduto a mettere i magistrati in aspettativa per motivi elettorali non sono altro che la concretizzazione di questo rischio. A ciò si aggiunga che è assolutamente incostituzionale consentire, dopo l’espletamento del mandato elettivo, un ritorno “nel potere di appartenenza”.
Per tale motivo il Codacons ha formalmente diffidato il CSM a non “emettere nei confronti dei magistrati che ne facciano richiesta delibere con le quali venga disposta la collocazione in aspettativa per motivi elettorali se non al ricorrere delle condizioni previste dalla legge e si diffida altresì a non consentire il ricollocamento in ruolo al termine del mandato politico svolto, altrimenti verificandosi una violazione degli artt. 98, 104 e 111 Cost. oltreché 6 CEDU”.
E se il Csm dovesse dare il nullaosta, il Codacons e l’Associazione utenti della giustizia faranno ricorso la Tar chiedendo un risarcimento dei danni come hanno già fatto in occasione del permesso concesso a Luigi De Magistris.

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