15 Dicembre 2012

Troppi disagi, adesso basta Non pagheremo gli abbonamenti

Troppi disagi, adesso basta Non pagheremo gli abbonamenti

 

Più di tre ore di viaggio per sessanta chilometri Sono un pendolare brianzolo che tutti giorni si sposta per lavoro dalla stazione di Desio a Lodi. Trenord ha annunciato che la situazione è in corso di miglioramento. Tuttavia ieri sera sono arrivato in stazione a Lodi alle ore 17.25 e tra cancellazioni e ritardi sono arrivato alla stazione di Desio alle ore 20.45 impiegando circa tre ore e mezza per un tragitto compreso nella fascia chilometrica di 60 chilometri (in condizioni normali avrei dovuto arrivare alla stazione di Desio alle ore 18.55, impiegando circa 1 ora e venti minuti). Chissà stasera… Massimo Confalonieri da ilgiorno.it Non sono convinta che dicano il vero Anche le informazioni vanno e vengono a singhiozzo come i treni. Ormai deve essere lo stile Trenord. E poi: ma siamo sicuri che un guasto informatico sia risolvibile in giorni e non in poche ore come avviemne normalmente? Mah. Vincenza, da il giorno.it Almeno per un mese non dobbiamo pagare Ho visto che lo chiedono alcuni partiti, lo chiede il Codacons, ma dobbiamo chiederlo soprattutto noi utenti: non facciamo pagare l’ abbonamento mensile per il mese di gennaio a tutti gli utenti Trenord! È il minimo di risarcimento che devono darci. Come minimo se un mensile è troppo per le casse della società, puntiamo su un settimanale. Ma un segnale devono darcelo questi signori? Marcella, da ilgiorno.it Vogliamo avere informazioni precise Per quale motivo è così difficile ottenere informazioni dettagliate su quello che sta succedendo? E per quale motivo si continuano ad annunciare i ritardi dei treni in crescita progressiva senza riuscire a calcolare il ritardo complessivo e comunicarlo subito agli utenti? Terzo mondo. Silvio, da ilgiorno.it Una settimana apocalittica È stata una settimana apocalittica per i trasporti pubblici. Tre ore di viaggio per 45 chilometri sono una follia. Le persone lavorano e hanno il diritto di tornare a casa non dico puntuali (un sogno) ma senza dover patire tra treni soppressi, in ritardo e che quando partono sono stracolmi. Ci vorrebbe lo sciopero del biglietto e dell’ abbonamento. Luca, da ilgiorno.it.

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