15 Dicembre 2012

Se il pil non cresce: debito record da 2.014 miliardi

Se il pil non cresce: debito record da 2.014 miliardi

 

Il record è negativo, oltre che storico, e che avvenga in epoca di governo tecnico lo aggrava. Il debito pubblico italiano ha sfondato per la prima volta quota 2.000 miliardi e a ottobre è arrivato a 2.014 miliardi, dopo i 1.995 miliardi di settembre. In valore assoluto, non era mai successo. E vuol dire che nemmeno Mario Monti è riuscito a invertire la storica tendenza italiana. Anche perché il problema è esattamente quello che il governo tecnico non ha saputo risolvere: se il Pil non cresce, non si va da nessuna parte. I numeri sono scritti nero su bianco sul supplemento «Finanza pubblica» al bollettino statistico della Banca d’ Italia secondo cui, inoltre, il debito pubblico italiano è aumentato da inizio anno di 71,238 miliardi (+3,7%). Un fardello pesante sulla testa di ognuno di noi. Perché diviso per tutti gli italiani, è come dire che il debito pubblico pesa per circa 33.081 euro a testa, neonati compresi guardando alle stime Istat, secondo cui i residenti in Italia a gennaio scorso erano 60,9 milioni. Oppure lo si può dividere per ogni famiglia italiana e suona forse ancora peggio (i neonati, benché innocenti, ci vanno di mezzo lo stesso): letto così, si arriva a un debito pro-familia di 82.192 euro in media, considerando il numero medio di componenti di 2,4 persone e guardando sempre all’ ultimo censimento Istat. Quest’ ultimo calcolo è stato fatto da Codacons, per il quale «la cosa più grave è che da quando è diventato operativo il governo Monti, ossia dal dicembre 2011, il debito è passato da 1.906.737 a 2.014.693 milioni di euro, ossia è aumentato di 107.956 milioni di euro in appena 10 mesi, pari ad una media di 4.404 euro a famiglia». Morale, tristissima (per noi): non si può dire che «le stangate – annota l’ associazione dei consumatori – che si sono succedute a partire dal dicembre 2011 con il dl Salva Italia abbiano modificato la curva del debito. Come dimostrato dal fatto che rispetto a settembre 2012 il debito è aumentato, in un solo mese, di 19.550 milioni di euro, pari a 797 euro a famiglia (sempre da 2,4 componenti)». In attesa che in novembre e soprattutto in dicembre le cose vadano meglio – per Monti, non per noi – grazie alle maggiori entrate fiscali da tasse proprie dell’ undicesima mese dell’ anno e da Imu del dodicesimo, nel rapporto di Bankitalia si rileva che a essere sempre più indebitate sono le amministrazioni centrali, mentre cala il passivo degli enti locali. Il debito non consolidato delle amministrazioni centrali raggiunge a ottobre i 1.907,242 miliardi dai 1.887,071 miliardi di settembre. Quello delle amministrazioni locali scende a 134,205 miliardi (da 134,551 miliardi). In particolare, quello delle Regioni e Province autonome cala a 40.523 milioni (da 40.680 milioni), quello dei Comuni a 50.051 milioni (da 50.251 milioni), mentre quello delle Province sale a 9.115 milioni (da 9.095 milioni, eppure c’ è la guerra a non eliminarle). Sott’ acqua, infine, il sistema della sanità pubblica. Ha debiti pari a circa 40 miliardi di euro verso i fornitori.

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