16 Dicembre 2012

Tariffe, in dieci anni le famiglie pagano 600 euro in più

Tariffe, in dieci anni le famiglie pagano 600 euro in più

 

MILANO Stangata sulle tasche delle famiglie italiane dagli aumenti delle tariffe dei servizi pubblici. Negli ultimi 10 anni la spesa annua media per tariffe di servizi pubblici è infatti passata dai 1.385 euro del 2002 ai 1.986 euro dell’ anno in corso, con un aumento del 43,4%, pari a ben 601 euro per ogni nucleo familiare. Il calcolo arriva dalla Cgia di Mestre che, rielaborando i dati forniti dall’ Istat, ricorda come nello stesso arco temporale l’ inflazione abbia messo a segno un aumento del 24,5%. In generale, spiega Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani di Mestre, «molti di questi aumenti sono riconducibili all’ aggravio fiscale che molte voci hanno subito in maniera ingiustificata. Non va nemmeno dimenticato che i processi di liberalizzazione che hanno interessato gran parte di questi settori non hanno dato luogo agli effetti sperati». Sul fronte tariffario, la crescita più consistente c’ è stata per l’ acqua (+71,8%) ma sono rincarate in modo sostanziale anche le tariffe del gas (+59,2%) e per i rifiuti (+56%). Aumenti ampiamente sopra il tasso complessivo d’ inflazione anche per i trasporti ferroviari (+47,8%), i pedaggi autostradali (+47,6%), i trasporti urbani (+46,2%), l’ energia elettrica (+41,8%) e servizi postali (+28,1%). Unica eccezione, i servizi telefonici che, forti dei consistenti ribassi registrati ogni mese dall’ Istat, hanno registrato una contrazione complessiva nel decennio del 7,5%. Nonostante i forti aumenti registrati dalle bollette dell’ acqua e dai biglietti ferroviari, queste tariffe – ricorda la Cgia – rimangono comunque ancor oggi tra le più basse d’ Europa. Anche se, prosegue Bortolussi, il livello basso delle tariffe nasconde una qualità del servizio che non ha saputo crescere di pari passo con le tariffe. «A fronte dell’ impennata delle bollette dell’ acqua, dei rifiuti o dei biglietti ferroviari – ha sottolineato Bortolussi – non è seguito un corrispondente aumento della qualità del servizio offerto ai cittadini. Anzi, in molte parti del Paese è addirittura peggiorato. In pratica il ritocco verso l’ alto delle tariffe è servito a far cassa, compensando, solo in parte, il taglio dei trasferimenti imposti in questi ultimi anni dallo Stato centrale». E il Codacons chiede un intervento finalizzato a salvaguardare le tasche degli italiani. «Chiediamo al prossimo Governo che entrerà in carica di varare, come primo provvedimento, il blocco di tutte le tariffe per un periodo di 3 anni – afferma il presidente Carlo Rienzi – Le tariffe che vanno bloccate sono in particolar modo quelle pubbliche, come canone Rai, acqua, pedaggi autostradali, multe per violazioni del Codice della Strada, rifiuti». «Per le tariffe legate al settore energetico, come luce e gas, va invece studiato -sostiene ancora il Codacons- un meccanismo di blocco che consenta unicamente le variazioni al ribasso delle bollette, quando ad esempio calano le quotazioni del petrolio». «La spesa per le bollette cresce in modo esponenziale, e di fatto impoverisce le famiglie riducendo il loro potere d’ acquisto, con ripercussioni negative sul fronte dei consumi – spiega Rienzi – Per questo il nuovo Governo che verrà eletto dovrà dare priorità assoluta a provvedimenti salva-famiglie, partendo proprio dal blocco delle tariffe». Per le tariffe legate al settore energetico, come luce e gas, va invece studiato un meccanismo di blocco che consenta unicamente le variazioni al ribasso delle bollette, quando ad esempio calano le quotazioni del petrolio».

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