17 Dicembre 2012

Si spende meno ma si spende tutti

Si spende meno ma si spende tutti

Spenderemo tutti, ma spenderemo meno. Il calo dei consumi, rispetto allo scorso Natale – che già ci sembrava il più povero della nostra vita, ma non sapevamo cosa c’ era dietro l’ angolo – è del 15 per cento. Secondo Codacons, le famiglie pugliesi spenderanno 650 milioni di euro (contro i quasi 750 del 2011). Tirare ancora la cinghia è il mantra delle famiglie (qui come altrove) e considerato il salasso degli ultimi undici mesi (Imu, più aumento tariffe, più carburanti alle stelle…) c’ era da aspettarselo. Avremmo tanto voluto che la nostra vigilia di Natale assomigliasse a un Black Friday, tutti davanti ai negozi ancora chiusi, all’ alba, per avventarci in tempo sui saldi, malati di shopping estremo come fanno gli americani dopo il giorno del Ringraziamento. E invece, vuoi perché i saldi non ci sono ancora (a proposito: ha ancora senso, in tempo di negozi vuoti, ostinarsi a non liberalizzarli e fissarli addirittura a gennaio?), vuoi perché la crisi suggerisce prudenza, allo shopping cederemo con raziocinio. Vediamo come. Sempre secondo Codacons, la tradizione dei regali subisce un calo ma resiste: l’ 86,3% degli italiani li farà (contro l’ 88,2% dello scorso anno e il 90,6% del 2010). Il 28% spenderà meno di 100 euro; il 61,5% da 100 a 300 euro; spenderà fino a 300 euro l’ 89,5% degli italiani. Cambia però l’ abitudine agli acquisti: non più gli outlet, che già sembravano convenienti, ma internet, dove gli acquisti sono passati dal 13% al 28%, e dove le occasioni di sconto sono evidentemente maggiori. Subiscono un calo le spese per i viaggi (0,6% contro il 2,5% del Natale dello scorso anno); precipitano le spese per abbigliamento e calzature (meno 4,2%) e per elettrodomestici, mobili e articoli per la casa in generale (meno 3,9%). Tiene l’ hi-tech, pur subendo un calo nel confronto con Natale 2011 in cui gli iPad regalati furono molti di più rispetto a quelli che si regaleranno quest’ anno (9,1% rispetto al 12,1% di un anno fa). Aumentano, e di molto invece, le spese per alimentari e vini (29,6%; nel 2011: 22%; nel 2010: 23,45%). E anche questo è comprensibile: la tristezza e la paura per il futuro si annegano a tavola. Nonostante le ristrettezze economiche, per fortuna gli italiani non hanno perso l’ appetito. Perdono però la voglia di leggere, di ascoltare musica, di vedere un buon film, magari standosene sul divano di casa. Il calo è brusco: meno 7,4%. E invece un buon libro resta ancora il regalo migliore che si possa fare e ricevere. Meglio ancora se un classico: costa poco (ci sono edizioni economiche a pochi euro) e vale molto di più del 90 per cento delle pubblicazioni recenti. E poi c’ è il lusso, un settore che in Italia non risente della crisi e, anzi, ha aumentato il suo giro di affari nell’ ultimo anno, quello della recessione più nera.

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this