14 Dicembre 2012

SANITA’: PROTESI PIP; TAR,ESPIANTO E REIMPIANTO A CARICO SSN

SANITA’: PROTESI PIP; TAR,ESPIANTO E REIMPIANTO A CARICO SSN
PER QUELLI ‘ESTETICI’, SOLO SE C’E’ PERICOLO PER SALUTE DONNE

ROMA
(ANSA) – ROMA, 14 DIC – Rientrano nelle prestazioni coperte dal Ssn gli espianti delle protesi al seno Pip “che hanno provocato reazioni infiammatorie o che stanno per rompersi” e quelli “dopo operazioni di mastectomia”, indipendentemente dalla struttura sanitaria che ha svolto l’intervento; sono esclusi i reimpianti “per ragioni di carattere estetico”, salvo che non siano necessari “per scongiurare un pericolo non necessariamente sicuro ma neppure solo ipotetico per la salute della donna”. Lo ha deciso il Tar del Lazio.Il ‘principio’ espresso dal Tar del Lazio si riferisce a un ricorso û in parte respinto – con il quale il Codacons ha impugnato l’ordinanza del Ministero della salute del 29 dicembre 2011 nella parte in cui non prevede le modalità di addebito da porsi a carico del Ssn circa gli interventi di rimozione e/o sostituzione delle protesi dichiarate non idonee. La mancata previsione nelle ordinanze ministeriali contestate di chi dovesse sostenere le spese per l’espianto, il reimpianto e le cure psicologiche, per il Tar “non deve essere intesa come scelta di non affrontare il problema”, giacché “lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente utilizzato dal Ministero non consentiva di affrontare questioni in relazione alle quali non fosse ravvisabile un rischio concreto ed attuale per la salute pubblica”. Ecco perché il ricorso del Codacons, su questo tema, è stato respinto. “E’ molto importante che il Tar abbia riconosciuto questo diritto di tutte le donne û ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – precisando come non necessaria una malattia in atto derivante dalle protesi Pip, bastando soltanto un ‘pericolo solo ipotetico per la salute della donna’. Siccome le evidenze scientifiche sostengono che avere una protesi Pip nel seno costituisce sempre un pericolo per la salute, tutte le donne soltanto con un certificato medico che attesti questo pericolo o anche lo stato patologico psicofisico da stress derivante dalla paura di tale rischio, avranno diritto ad avere espianto e reimpianto a carico del Ssn”. (ANSA).

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