Bankitalia Le famiglie italiane si sono impoverite: dal 2007 la ricchezza è calata del 5,8%
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fonte:
- Avvenire
DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO La ricchezza delle famiglie italiane è diminuita notevolmente negli ultimi cinque anni: dal 2007 a oggi, il calo è stato del 5,8% in termini reali. Lo rivela l’ ultimo rapporto di Banca d’ Italia nel supplemento al Bollettino statistico dedicato alla ricchezza delle famiglie italiane. «Il livello di ricchezza per famiglia del 2011 a prezzi costanti è simile a quello della fine degli anni Novanta», si legge nel dossier di Palazzo Koch. Secondo l’ indagine, si sono assottigliati il valore della casa e i risparmi di una vita, ma non solo: sono anche aumentate le disuguaglianze, dato che quasi il 10% dei più ricchi del Paese detiene quasi la metà dei patrimoni. La distribuzione della ricchezza è caratterizzata infatti «da un elevato grado di concentrazione»: la metà più povera delle famiglie italiane detiene il 9,4% della ricchezza totale, contro un 10% più ricco che possiede il 45,9%. C’ è poi un 2,8% di famiglie che risulta completamente in bolletta (in questo caso le difficoltà finanziarie non sono compensate neanche dal possesso dell’ abitazione). L’ indice di Gini, che misura il grado di disuguaglianza, risulta poi in aumento. Ma nell’ arco di un anno, dal 2010 al 2011, il calo della ricchezza è stato del 3,4%, mentre nel primo semestre 2012, secondo stime preliminari, il calo (ma in termini nominali) è stato dello 0,5%. La ricchezza pro capite è mediamente di 140mila euro: le attività reali, in gran parte le abitazioni, rappresentavano il 62,8% del totale delle attività, mentre quelle finanziarie costituiscono il 37,2%. In un anno, i titoli pubblici nel portafogli degli italiani sono aumentati di 30 miliardi di euro. I debiti sono invece pari a circa 900 miliardi di euro. Una curiosità: dopo la flessione nel 2010, gli italiani hanno ripreso a comprare Bot e Btp, e nel 2011 la quota di ricchezza detenuta in titoli pubblici italiani è cresciuta di oltre un punto, pari ad un aumento di oltre 30 miliardi di euro, tornando ai livelli del 2009. E nel confronto con gli altri Stati, comunque, le famiglie italiane hanno «una elevata ricchezza netta», spiega ancora Bankitalia, pari, nel 2010, a 8 volte il reddito disponibile, contro l’ 8,2 del Regno Unito, l’ 8,1 della Francia, il 7,8 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 5,3 degli Stati Uniti. Le famiglie italiane risultano anche «relativamente poco indebitate», con un ammontare dei debiti pari al 71% del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100%, negli Usa e in Giappone del 125%, in Canada del 150% e nel Regno Unito del 165%). Per il Codacons, quelli diffusi ieri da Bankitalia sono «dati sconcertanti». L’ associazione dei consumatori chiede al governo di pensare a un «contributo straordinario di solidarietà per questo 10% di famiglie italiane ricche» e propone di introdurre, una tantum, un’ aliquota marginale Irpef superiore al 43% per chi dichiara più di 90mila euro. E di un «quadro sconsolato e sconsolante» ha parlato il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, secondo la quale con il prossimo governo è necessario «cambiare il segno della politica economica. Serve un sostegno allo sviluppo, con una politica fiscale di aiuto ai redditi da lavoro, con una forma di tassazione effettivamente progressiva e con una patrimoniale che consenta una maggiore uguaglianza». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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