Trenord: è ancora assalto ai treni Ore di attesa sulle banchine
-
fonte:
- Il Giorno
Nicola Palma MILANO È ANCORA CAOS . Tensione alle stelle. E la giornata si conclude con l’ ennesima corsa disperata al treno: in serata, alla stazione di Milano Cadorna, i pendolari lombardi prendono d’ assalto i pochi vagoni in arrivo. I viaggiatori hanno paura di restare a terra, sgomitano per conquistare un posto sui convogli che dovrebbero riportarli a casa. Chissà quando, con decine di minuti di ritardo. Quarta giornata da tregenda per migliaia di passeggeri lombardi, alle prese con rallentamenti a catena e corse soppresse: secondo i dati Trenord, alle 19 di ieri erano circolati 1.400 treni, con ritardi contenuti entro 7′ nel 60% dei casi; il 30% ha viaggiato con ritardi medi di 15′, il restante 10% con rallentamenti di entità superiore. E la rabbia degli utenti, esasperati dai disagi causati dal software di programmazione dei turni del personale, esplode sul web. Nelle stesse ore, il Cda dell’ azienda prende atto delle dimissioni dell’ ad Giuseppe Biesuz, arrestato nell’ ambito di un’ inchiesta sul fallimento della società Urban Screen, e mette in campo una task-force per gestire l’ emergenza, «nell’ attesa di nominare in tempi molto brevi un nuovo ammistratore delegato»; i risultati del lavoro verranno costantemente monitorati dal presidente Vincenzo Soprano, a cui di fatto sono state assegnate le deleghe di Biesuz. Non basta. «Nel rinnovare le scuse ai passeggeri ? si legge in una nota ? il Consiglio ha deliberato di costituire un team specifico e di avviare un’ immediata indagine interna per verificare eventuali responsabilità dei disservizi e di prendere gli opportuni provvedimenti». Sì, perché il crac potrebbe essere stato provocato dall’ errata implementazione del programma Goal Rail da parte dei tecnici Trenord. A pagarne le conseguenze, i pendolari lombardi. Costretti «alla stregua di pecore in attesa del carro bestiame» sentenzia Ale via Twitter: in alcuni casi, infatti, i ritardi hanno ampiamente superato l’ ora. Ecco qualche esempio: alle 8, a Milano Lambrate, il regionale per Piacenza delle 7.17 era dato a destinazione 120′ dopo l’ orario previsto; record per distacco al treno S5 per Varese delle 9.40, che alle 9.25 faceva segnare un ritardo monstre di 260′. Cioè 4 ore e 20′. Come se non bastasse, ci si sono messi altri inconvenienti a complicare la situazione: il pantografo di un Frecciarossa si è staccato dalla linea elettrica, provocando rallentamenti tra Milano Certosa e Centrale; circolazione sospesa tra le 14 e le 15.30 tra Bellano e Lecco per una temporanea mancanza di energia elettrica nella cabina Enel di Dubino (versione di Rfi smentita da Enel), con 2 corse cancellate e 4 in ritardo anche di un’ ora. Può bastare? Al Codacons sì: l’ associazione di consumatori annuncia una class action per ottenere il risarcimento dei danni. Durissimo il commento di Umberto Ambrosoli, candidato alle primarie regionali del centrosinistra: «Non possiamo limitarci a dire che è un problema tecnico: siamo di fronte a incapacità organizzativa». [email protected].
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: Class action, Disagi, Giuseppe Biesuz, passeggeri, ritardi, treni, Trenord, Urban Screen
