8 Dicembre 2012

Denuncia in Procura per mancata assistenza

Denuncia in Procura per mancata assistenza

 

«Un malato terminale di tumore ha trascorso venti degli ultimi giorni della sua vita in astanteria al Pronto Soccorso. È inaccettabile per una collettività che usa definirsi umana». Codacons e le associazioni che sostengono la battaglia contro «la drastica riduzione dell’ assistenza a queste persone» raccontano che «il paziente era in attesa che gli trovassero un letto dove andare a morire serenamente e dignitosamente. Questo mentre ormai da 19 mesi ci sono 25 posti hospice chiusi al Policlinico San Marco». Perciò Humanitas Venetia, Legatumori, Avulss, Comitato cittadini Mestre-Marghera, Amici del cuore, Sam Vincenzo Mestrina, Anffas hanno deciso di appoggiare la denuncia/querela alla Procura della Repubblica che l’ associazione dei consumatori ha presentato l’ altro ieri in Tribunale. «Non si poteva più aspettare» ha detto il presidente Codacons, Franco Conte, illustrando l’ esposto assieme ai portavoce delle altre associazioni: «Ci avevano detto di aspettare che, una volta sostituito il direttore generale dell’ Ulss 12 Antonio Padoan, la cosa si sarebbe risolta, ma a gennaio sarà già troppo tardi, al Policlinico sono stati annunciati 70 licenziamenti. Il nuovo direttore generale rischia di trovarsi un deserto». Mesi fa le associazioni avevano già minacciato di rivolgersi alla Magistratura ma la Regione li convinse a desistere promettendo di intervenire. In effetti il 29 dicembre del 2011, con una deliberazione di Giunta, stabilì la riapertura dei 25 posti mancanti, 15 al Policlinico e 10 nuovi a villa Elena, ma il Policlinico è in via di forzata estinzione e villa Elena è niente più che un miraggio. «Noi non pretendiamo a tutti i costi che venga riaperto il reparto del Policlinico San Marco, anche se dal 1991 è stato un raro esempio di struttura ad alta intensità umana e relazionale e di professionalità, ma che almeno siano garantiti i 25 posti letto che sono stati tolti» insistono le associazioni che sostengono la denuncia, mentre a Consulta della sanità del Comune di Venezia che è ancora in attesa di veder trattato il proprio ricorso dal Difensore civico. Dal maggio del 2011, quando l’ Ulss 12 ha chiuso chiuso i 25 posti letto del Policlinico, riducendo così dell’ 81% la disponibilità nella terraferma mestrina e del 61% nel territorio veneziano, associazioni, sindaci dei comuni interessati, Provincia, parlamentari veneziani ne hanno tentate di tutti i colori, tra petizioni (una con oltre 16 mila firme consegnata al governatore Luca Zaia), appelli, interventi ufficiali tra i quali due delibere regionali: la prima del 30 dicembre 2012 che accredita la casa di cura San Marco anche per la funzione di hospice ospedaliero, ma l’ Ulss 12 il 15 marzo successivo ha decretato la chiusura del reparto; la seconda, appunto, del 29 dicembre 2011 «ma l’ Ulss 12 non l’ ha applicata ritenendola in contrasto con una precedente e paventando un rischio di danno erariale» continua Franco Conte: «È chiaro che così non andiamo da nessuna parte». E nel frattempo per i malati terminali continua il calvario proprio nel territorio che, secondo lo stesso Antonio Padoan, è colpito da una «situazione oncologica particolarmente pesante», con 600 malati in più ogni anno: «In una simile situazione vanno valorizzate le ipotesi di nuovi hospice perché rispondono ad un bisogno reale e primario». Risultato? Da 19 mesi ci sono 8 posti letto a Venezia al Fatebenefratelli e 8 al centro Nazareth di Zelarino, più l’ assistenza domiciliare dell’ Avapo: «Purtroppo, nonostante l’ abnegazione del personale e dei volontari, è assolutamente insufficiente» conclude il presidente di Codacons. © riproduzione riservata.

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