10 Dicembre 2012

Un Natale col 15% in meno

Un Natale col 15% in meno

 

 

STEFANO PIFFER A smorzare gli entusiasmi dei commercianti trentini che hanno goduto della fiumana di gente arrivata per il fine settimana nel capoluogo, grazie al connubio mercatini e Fiera di Santa Lucia, ci pensa il Codacons. L’ associazione, che esegue ogni anno un monitoraggio sulle spese natalizie degli italiani, presenta proiezioni non propriamente entusiasmanti. In sostanza quest’ anno le famiglie del Trentino Alto Adige spenderanno complessivamente circa 190 milioni di euro fra addobbi, regali, alimentari, ristorazione, viaggi e cura della persona. Rispetto all’ anno precedente si parla di un -15%. E a subire maggiormente questa contrazione saranno soprattutto abbigliamento e calzature, profumeria, estetica e cultura, quindi libri e dvd. Mentre dovrebbero reggere discretamente il comparto giocattoli, alimentari e prodotti hi-tech. Ma i rappresentanti di una delle categorie che dovrebbe essere maggiormente in apnea, l’ abbigliamento, rispediscono al mittente tanto pessimismo e sventolano dati differenti, più incoraggianti, almeno per la provincia di Trento. «Mi auguro che il Codacons si sbagli in queste previsioni – commenta Gianni Gravante , leader di Federmoda locale -. Si parla di un -15%, ma questi, secondo me, sono i dati nazionali che non credo siano gli stessi della provincia di Trento. Da noi le cose sono meno disastrose, anche in base ai risultati che abbiamo avuto quest’ estate, dove addirittura è stato segnalato un +0,6 % rispetto allo scorso anno, che fa ben sperare anche per questo inverno». Quindi, saranno vacanze serene per chi vende vestiti e calzature? «Piano. Sarà difficile terminare il periodo con un segno più. Noi considereremo un successo il fatto di replicare quanto abbiamo incassato lo scorso anno, senza ulteriori perdite. In Trentino, il settore gode ancora di una certa fiducia e la speranza è di mantenere numeri migliori rispetto al resto d’ Italia». Ma come sono iniziate le vendite in questo periodo prenatalizio? «Diciamo che al momento siamo in linea con il 2011. Quindi i numeri non sono di per sè positivi, ma nemmeno disastrosi. Noi del comparto moda possiamo contare sul fatto che, con la crisi, possiamo applicare molte offerte e sconti». In più in Trentino i saldi sono liberalizzati. Ma Mercatini e Fiera sono utili anche per i commercianti dei negozi in città? «Sicuramente. Questi eventi portano un tipo di visitatore che è trasversale, che è interessato anche ai negozi classici e alla ristorazione. Se trova un buon rapporto qualità/prezzo, mette mano al portafoglio. Non dimentichiamo però che le nuove imposte che sono state applicate come l’ Imu, hanno eroso gran parte delle tredicesime, quindi la gente spenderà inevitabilmente di meno». Il futuro come sarà quindi? «Incerto. Anche se io mantengo un ostinato ottimismo, visto che non penso che la situazione possa essere così nera per sempre. Certo che anche i recenti eventi politici, con Monti che ha annunciato le dimissioni non appena sarà votata la legge di stabilità, creano un clima sospeso».

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