Non ce la fanno, si vendono la casa
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Christian Dozio Vendono la casa per riuscire a sopravvivere: anche a Lecco la povertà è sempre più dietro l’ angolo. È una strada che sta purtroppo prendendo sempre più piede anche nel Lecchese, a causa della crisi che sta mordendo ogni categoria: vendere la nuda proprietà della propria abitazione, mantenendo il diritto a viverci fino alla morte. La fotografia della situazione è impietosa e mette in luce in modo crudo le difficoltà che i lecchesi, in questo caso in particolare gli anziani, stanno vivendo e dalle quali faticano disperatamente ad uscire: rinunciare al loro bene principale, per acquistare il quale hanno lavorato e risparmiato per una vita intera, per riuscire a far quadrare i conti perché, con la loro semplice pensione, non ce la fanno più. E’ una scelta assolutamente dolorosa ma, evidentemente, inevitabile, questa: di fatto, con l’ istituto della cessione della nuda proprietà, chi compra diventa proprietario a tutti gli effetti dell’ immobile, ma non ne può usufruire fino a che chi vende resta in vita o rinuncia ad abitarvi. Un salasso insostenibile E’ una scelta che i cittadini stanno percorrendo in modo sempre più consistente, insieme all’ intestazione di seconde case a familiari, con l’ evidente scopo di non pagare l’ Imu. E’ proprio l’ imposta sulla casa, che nel giro di una decina di giorni arriverà a bussare al portafoglio dei proprietari per il versamento del saldo, uno degli elementi che stanno incidendo in modo determinante sulla condizione economica dei cittadini. «Chi ricorre alla donazione, più o meno fittizia, per non subire il salasso dell’ Imu, naturalmente tende a tenerlo per sé, limitandosi a parlarne con il proprio commercialista – commenta il responsabile del Codacons di Lecco, Mauro Antonelli -. Gli agenti della polizia locale dovrebbero effettuare sopralluoghi e controlli circa la reale presenza di abitanti nelle singole unità immobiliari. Mantengono l’ usufrutto Invece accade anche da noi che chi se lo può permettere, acquisti una seconda casa e, per non pagare l’ Imu maggiorata, la intesti a un figlio che, però, continua a vivere nell’ abitazione con la famiglia. Dopo qualche anno, si finisce con l’ affittare la casa, evitando però di pagarne le relative tasse. La tutela del ceto medio basso dovrebbe comprendere anche queste verifiche». C’ è un aspetto, però, ben più drammatico: il ricorso alla cessione della nuda proprietà. «Purtroppo è un fenomeno che anche nel Lecchese si sta diffondendo sempre più – aggiunge Antonelli -. Ci capita a volte che si rivolgano a noi persone anziane in difficoltà che cercano di vendere la proprietà della casa, mantenendone l’ usufrutto. Questo atto permette loro di continuare ad avere un tetto sulla testa fino alla morte, ma richiede che si privino di un bene importante, con il cui introito riuscire a vivere». Le nuove povertà, quindi, non sono così lontane e l’ Imu può rappresentare uno spauracchio in grado di indurre chi ha fatto sacrifici per tutta una vita a rinunciare alla principale conquista, per sopravvivere in modo dignitoso.
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