5 Dicembre 2012

Il Natale delle tredicesime fantasma

Il Natale delle tredicesime fantasma

GRATIFICA A RISCHIO La tredicesima? Da sollievo a quasi mera formalità. Almeno per le sette famiglie su dieci per le quali la gratifica natalizia arriverà. Il 60% dell’ importo che da qui a metà mese sarà erogato, infatti, appare già ipotecato, rosicchiato da debiti, tasse e bollette. Secondo la Cgia di Mestre, operai e impiegati la vedranno addirittura scendere con la seconda busta paga di dicembre più leggera di un importo compreso tra 21 e 24 euro. Ma c’ è il rischio che la crisi di liquidità, costringa molte piccole imprese a dilazionare se non a congelare il pagamento dell’ assegno. La lista dei sospesi cui far fronte con gli oltre 600 milioni di euro in arrivo in Umbria è sempre più nutrita. «Per molti saranno euro fantasma – rileva Angelo Garofalo, presidente regionale Adoc – visto la stangata Imu in arrivo per migliaia di famiglie dell’ Umbria (vedi altro articolo). Se a questo aggiungiamo le possibili scadenze assicurative dell’ auto, la rata del mutuo (o il canone dell’ affitto, ndr), maxi tariffe di gas e corrente elettrica, possiamo star certi che della tredicesima non resterà più nulla. Anzi, ci sono forti dubbi che possa essere sufficiente per il pagamento di tasse e tariffe». SPESA E CRISI Secondo il Codacons, il 68% degli umbri si prepara «a non spendere» e in tale atteggiamento è compresa la tredicesima che, pur volendo utilizzarla, rischia solo di transitare per i conti correnti o per le mani dei suoi percettori. «Il problema è che in Umbria ci sono anche circa 50mila precari che la tredicesima neanche la percepiranno – rileva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e la maggior parte di coloro cui spetta la vedrà solo transitare dalle proprie tasche. Le persone sono molto preoccupate: un tempo la gratifica natalizia era attesa come un sollievo, un aiuto per pasassare feste più serene anche dal punto di vista economico. Oggi, invece, diventa motivo di angoscia, essendo quasi tutta impegnata». Colpa del carico fiscale, guidato dall’ Imu. L’ indagine nazionale Swg eseguita per Confesercenti chiarisce che secondo il campione intervistato, il 32,4% della tredicesima sarà impegata per sostenere spese (obbligatorie) per la casa e la famiglia; il 29% per saldare la rata del mutuo o conti in sospeso (debiti vari, compreso il credito al consumo). Il sondaggio indica anche un ottimistico 28,2% di famiglie che approfitterebbe di tale entrata supplettiva per rimpinguare i risparmi erosi dalle difficoltà economico-finanziarie. Solo il 10,4% dell’ importo dovrebbe essere destinato ai regali. Diversa la situazione dei pensionati con badante a carico che da lunedì si sono visti accreditare assegno di dicembre e tredicesima. Tra stipendio, contributi Inps e gratifica della stessa collaboratrice familiare, in tasca all’ anziano resteranno dai 200 ai 400 euro. I lavoratori dipendenti dovranno fare i conti anche con importi più bassi, una riduzione che secondo i calcoli della Cgia di Mestre è dovuta alla doppi velocità con la quale viaggiano inflazione e salari o stipendi. Nel 2012, infatti, il costo della vità è salito più del doppio rispetto agli aumenti retributivi medi maturati tramite i rinnovi contrattuali (3,1% contro l’ 1,4%) con relative conseguenze sul (ridotto) potere d’ acquisto dei lavoratori. Tra i quali, c’ è anche chi rischia di incassare in ritardo la tredicesima o di non prenderla affatto. «Abbiamo ricevuto segnalazioni di piccole e micro imprese che hanno problemi di liquidità – aggiunge Falcinelli – che per ora non possono pagare e saranno costrette a dilazionare il versamento». Fabio Nucci.

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