1 Dicembre 2012

Prezzi in ribasso, frena il carovita Inflazione al 2,5%.

Prezzi in ribasso, frena il carovita Inflazione al 2,5%.

 

 

A novembre il tasso d´inflazione annuo registra un nuovo rallentamento, fermandosi al 2,5%. Anche … Roma. L’ inflazione fa un altro passo indietro, dopo il crollo di ottobre, a novembre scende al 2,5% dal 2,6%, tornando ai livelli di marzo 2011, ovvero di più di un anno e mezzo fa. E su base mensile i prezzi addirittura calano, registrando un ribasso dello 0,2%. Le stime dell’ Istat confermano così la frenata del carovita, con un autunno freddo sul fronte prezzi. Il rallentamento vale anche per il cosiddetto carrello della spesa, che a novembre diventa più economico anche se resta ben al di sopra dell’ inflazione, fermandosi solo a quota 3,5%. Intanto i prezzi frenano anche in Europa, con l’ inflazione dell’ eurozona che cala al 2,2%. La retromarcia dei listini, spiega l’ Istituto di statistica, è merito sopratutto dei carburanti, con benzina e diesel che scendono come non accadeva da tempo. A novembre la verde segna un ribasso del 4,2%, mentre il diesel cede l’ 1,8%. Anche i rialzi annui si attenuano, pur mantenendo la doppia cifra. I consumatori e le associazioni commentano con soddisfazione il nuovo ribasso dell’ inflazione, ma resta comunque molta cautela. Federconsumatori e Adusbef pur ammettendo che inizia a intravedersi una coerenza tra l’ andamento dei prezzi e quello dei consumi, calcolano come un tasso al 2,5% provochi «ricadute» di 746 euro annui a famiglia, «pari a oltre 48 giorni di spesa alimentare di una famiglia media». Per le due organizzazioni il fronte più caldo rimane «la tavola», con cibo e bevande in aumento dello 0,4% su base mese e dello 2,3% sull’ anno. Tanto che secondo l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori i consumi alimentari si ridurranno anche sotto Natale. Prudente anche il Codacons, che parla della «prima vera» flessione, ma avverte come tutto dipenda dall’ andamento del petrolio. Per la Confcommercio il ribasso è la prova degli «sforzi che le imprese stanno attuando proprio per cercare di stimolare una domanda gravemente declinante ma che rischiano di essere seriamente compromessi da operazioni come l’ aumento dell’ Iva o di alcune tariffe». Sulla stessa linea è la Coldiretti: «L’ inflazione frena perchè il carrello della spesa si svuota per il calo degli acquisti che contagia anche il Natale con previsioni di uno shopping delle feste tra regali, cibo e divertimento in calo del 3,7%». Ecco che la Confederazione italiana agricoltori lamenta come comunque il carrello della spesa sia ancora troppo caro per le tasche degli italiani. Mentre secondo Confesercenti ora il problema non è tanto l’ inflazione ma il «rallentamento dei consumi», su cui bisogna puntare tutta l’ attenzione. Marianna Berti 01/12/2012.

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