Scocca l’ ora dei saldi: affare da 4 miliardi
-
fonte:
- Giornale di Sicilia
ROMA. Parte oggi la corsa ai saldi estivi, per la prima volta in contemporanea in tutta Italia. Una festa dello shopping che, secondo l’ ufficio studi di
Confcommercio, vedrà una spesa da 274 euro a famiglia, 114 euro a persona, per un valore complessivo di 4,1 miliardi. Una festa per pochi, controbattono le
associazioni dei consumatori, a cui parteciperà una minoranza delle famiglie (il 37% secondo Federconsumatori) con una spesa ancora inferiore a quella dello
scorso anno (sotto quota 160 euro secondo il Codacons, in calo del 10-15% rispetto all’ estate 2010) tra rischi di imbrogli, sconti “falsi” e avanzi di magazzino.
Guerra dei numeri a parte, la stagione dei saldi resta “un momento quasi magico” ha detto il presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di
Confcommercio, Renato Borghi, per i cittadini, perché possono concedersi qualche piccolo lusso in più, ma soprattutto per le imprese che hanno l’ occasione per
rimpinguare i bilanci, prevedono di realizzare in questi giorni l’ 11,9% delle vendite di tutto l’ anno e vivono come una “conquista” la data unica di inizio delle
promozioni. “La situazione dei consumi in generale, ma in particolare per l’ abbigliamento permane difficile” continua Borghi. Nei primi quattro mesi di 2011, le
vendite del settore hanno perso lo 0,3% scendendo poco sotto livelli dello stesso periodo del 2010, secondo l’ Istat. Guardando invece al solo mese di aprile fa
ben sperare il +2,6% rispetto al 2010: è il primo saldo mensile pienamente positivo dopo il -2,3% di marzo, lo 0,1 di febbraio e il -1,0% di gennaio. Per orientarsi
tra etichette e scaffali è necessario svelare alcuni falsi miti relativi alle vendite promozionali. Primo, non é vero che i prodotti scontati non possono essere cambiati,
il Codacons spiega che in caso di prodotti difettati il negoziante é tenuto alla sostituzioni se il problema è segnalato “entro il termine di due mesi dalla data in cui
viene scoperto il difetto”. Inoltre, nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante é obbligato ad accettare
queste forme di pagamento. Confcommercio ricorda, invece, l’ obbligo per il negoziante di indicare sempre il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale
e la possibilità di trovare in vendita anche capi appartenenti alle stagioni precedenti.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Saldi
