Festività all’ insegna dell’ austerity I consumatori: «Calo almeno del 10%»
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fonte:
- La Provincia di Como
Natale all’ insegna del rigore, con un calo degli acquisti nell’ ordine del 10%. La conferma arriva da Federconsumatori e Codacons i quali, per salvare consumi e incassi dei commercianti comaschi, invocano a gran voce la liberalizzazione dei saldi. «Le famiglie numerose o con bambini a cui dover fare i regali spenderanno in media 150 euro, un valore in linea con quello nazionale – commenta Silvana Brenna, presidente Federconsumatori – ma, i nuclei senza figli o in cui c’ è un membro che ha perso il lavoro, si orienteranno solo sull’ alimentari, impiegando un budget inferiore». Tagli ovunque «Secondo il nostro Osservatorio provinciale – aggiunge – ad avvertire il calo più pesante, nell’ ordine del 10%, saranno elettrodomestici (-26% su scala nazionale) e abbigliamento e calzature (-16% su scala nazionale), mentre nell’ elettronica (-3%), nei giocattoli (-3%) e nei prodotti di profumeria (-8%), il decremento è in linea con quello nazionale. Sintomo che le famiglie, tra mutui, assicurazioni, bollette e tasse, hanno dovuto imparare a ridurre gli sprechi, rinunciando ad ostriche, crostacei e frutta secca, a favore di cibi di più largo consumo». Eppure, l’ editoria, grazie alle forti promozioni, è destinata a difendersi meglio dell’ alimentari. Banchetti addio «Le grandi “abbuffate” sono ormai un ricordo – continua Brenna – per cui anche il settore alimentare potrà subire una flessione dell’ 1%. Non penso, invece, si rinuncerà a un libro sotto l’ albero, in particolare a quelli che insegnano già ai bambini le tecniche di risparmio». Pure il Codacons ammette:«dopo lo scorso Natale, caratterizzato dal rigore e i saldi estivi in grande sofferenza, continuo a non vedere un segno positivo per nessun comparto – sottolinea Mauro Antonelli – anche panettoni e cioccolati saranno all’ insegna del “sottocosto”. Per questo, consigliamo ai commercianti di sfruttare i “saldi liberi”, mettendo in campo promozioni ogni volta lo ritengano necessario, piuttosto che attendere il 5 gennaio per i saldi ufficiali. Del resto, anche settori legati a una clientela con reddito alto, come i viaggi – puntualizza – potranno avvertire cali fino al 9%, dal momento che oggi il ceto medio può concedersi una vacanza solo in estate». S. Bal.
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