24 Novembre 2012

Italiani in difficoltà, prosegue la stretta sui consumi

Italiani in difficoltà, prosegue la stretta sui consumi

 

 

Prosegue la stretta sui consumi, con un altro autunno gelido sul fronte delle spese familiari. Gli ultimi dati dell’ Istat confermano lo stallo delle vendite al dettaglio per settembre: gli affari restano pressoché fermi rispetto ad agosto (+0,1%), mentre su base annua il commercio subisce il sesto calo consecutivo. Insomma si chiude mezzo anno di crisi ininterrotta che porta ad archiviare il periodo gennaio -settembre con un -1,7%. La crescita del prodotto interno lordo di certo non aiuta, sempre l’ Istat calcola che tra il 2007 e il 2011 il Pil in volume è sceso al Sud al livello del 2000. Consumatori, commercianti e agricoltori esprimono tutta la loro preoccupazione per lo stallo dei consumi che rischia di paralizzare il Paese. E neppure il Natale sembrerebbe in grado di dare una sferzata, con l’ alimentare non più capace di trainare, visti anche i rincari dei prodotti agricoli nel terzo trimestre, cresciuti a doppia cifra, in particolare frutta e vino. Sul versante delle vendite al dettaglio la grande distribuzione resiste, grazie soprattutto ai discount (+3%), al contrario i piccoli negozi sono sempre più piegati dalla caduta degli acquisti, segnando, sempre a settembre, una diminuzione del 3,5%. Probabilmente non mancano differenze territoriali, visto l’ andamento del Pil, che nel 2011 aumenta dell’ 1,1% nel Nord Est mentre nel Mezzogiorno cala dello 0,3%. Basti pensare che il prodotto interno lordo procapite è nel Nord-ovest (31.452 euro) quasi doppio che al Sud (17.689). Non stupirà così di trovare al top della classifica sulla ricchezza procapite la Provincia autonoma di Bolzano (oltre 36.600) e all’ ultimo posto la Campania (16.600). La crisi e la contrazione della domanda sembrano però non scoraggiare i prezzi: tra luglio e settembre l’ Istituto di statistica rileva per i prodotti venduti dagli agricoltori un balzo del 10,3% sul trimestre precedente e del 9,8% su base annua. In particolare, schizzano in alto i listini per il vino (+20,6%) e per la frutta (+18,8%). Federconsumatori e Adusbef prevedono che gli italiani risponderanno alla recessione e al carovita riducendo del 12% la spesa natalizia. Sulla stessa linea il Codacons, se condo cui il 78% delle famiglie taglierà i consumi di fine anno. Anche Confcommercio non vede miglioramenti, sottolineando come la situazione dei consumi delle famiglie resti «critica». La Confederazione italia na agricoltori (Cia) lamenta il -0,6% delle vendite alimentari a settembre, ma spera ancora nelle festività. «Continua il momento difficile per l’ industria farmaceutica. Un’ ulteriore conferma arri va dai dati Istat, pubblicati ieri, sulle vendite al dettaglio, che registrano una pesante contrazione del -5,8%, confrontando settembre 2011 e 2012, mese nel quale la farmaceutica fa segnare il calo più marcato tra tutte le voci di spesa». Lo dice il Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi aggiungendo che «anche confrontandosi sul dato totale del 2012 (gennaio -settembre), la flessione è molto significativa (-3,3%)». «A pesare sulle vendite vi è pure il trend negativo dei prezzi dei medicinali, che nel periodo gennaio -settembre segna un -4%. Una grave crisi – conclude Scaccabarozzi – che rischia di avere serie ripercussioni sulle 165 fabbriche in Italia, che potrebbero rappresentare un driver strategico per il rilancio dell’ economia se si riuscisse a garantire – invece dei continui cambiamenti di scenario – un contesto più stabile e favorevole agli investimenti industriali e di Ricerca nel Paese. Un cambio di approccio del quale c’ è urgente bisogno».~

arturo portantino

 

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