20 Novembre 2012

Furti di rame, treni in tilt Caos sulle linee per Fiumicino

Furti di rame, treni in tilt Caos sulle linee per Fiumicino

 

QUATTRO segmenti di rame lunghi un metro ciascuno, tagliati con una piccola tronchese e rubati per essere rivenduti a un prezzo oscillante tra i 3 e i 5 euro. Un furto di “oro rosso”, uno dei tanti, divenuti ormai ordinaria e maledetta amministrazione su tutte le tratte ferroviarie. Ma stavolta le conseguenze sono state disastrose: la razzia tra Roma Ostiense e Ponte Galeria ha rischiato di far collassare i trasporti su ferro diretti verso Fiumicino ed è stato il caos. Servizio completamente paralizzato tra le 6 e le 9 del mattino, ritardi che sfioravano le due ore fino al primo pomeriggio. I disagi peggiori sono toccati ai passeggeri del Leonardo Express, e delle linee regionali Fr1 (Roma-Aeroporto di Fiumicino) e Fr 5 (Roma-Civitavecchia): gente che ha perso l’ aereo, che è arrivata al check in all’ ultimo istante, che si è sobbarcata l’ arrembaggio ai taxi o che, in extremis, è riuscita a infilarsi in una delle navette sostitutive, sempre troppo poche, sempre troppo lente. Una storia che si ripete da tempo, da quando il furto del rame (che echeggia vecchie reminiscenze pasoliniane del primo dopoguerra) è diventato uno dei business preferiti della malavita stanziale. E sempre ieri mattina gli agenti di Marco Napoli, dirigente della squadra di polizia giudiziaria della Polfer laziale sono piombati alla stazione di Salone, oscurata da un altro furto e hanno recuperato diversi segmenti di cavo già sezionati. Tre ladri sono riusciti a farla franca fuggendo all’ interno del vicino campo nomadi. Anche sul colpo di ieri mattina sta indagando la polizia ferroviaria. Il problema è quello di sempre: i ladri vengono acciuffati, processati per direttissima, condannati a una pena virtuale o comunque, scarcerati all’ istante e, il giorno dopo, tornano in azione. Quando vengono fatti a pezzi, i cavi di rame, che è il conduttore di elettricità per eccellenza, provocano una serie di reazioni a catena: surriscaldamento, blocco dei semafori e dei sistemi di segnalazione, paralisi degli scambi e altri disservizi. Ieri mattina le linee per Fiumicino e dintorni sono andate in tilt nonostante l’ intervento immediato delle squadre d’ emergenza messe in campo da Rete ferroviaria italiana. Dalle 6 alle 9, l’ unico trasporto pubblico (a parte i taxi) per raggiungere l’ aeroporto di Fiumicino erano le navette sostitutive in partenza dalla stazione Roma-Ostiense. Per chi aveva il biglietto per un volo in partenza è stata un’ overdose di stress. Disagi e problemi anche per molti dipendenti dello scalo che andavano al lavoro. «Tutti i giorni prendo il treno metropolitano per andare in ufficio vicino alla fermata della Muratella – si sfogava un ragazzo siciliano – c’ è sempre qualche problema, arrivo in ritardo due volte su tre e se continua così’ mi licenziano… «. Giornata d’ oro, invece, per i tassisti, sia regolari che abusivi. E mentre il Codacons si chiede, polemicamente, che tipo di provvedimenti vengano presi contro questa nuova piaga, Rete ferroviaria italiana ricorda che l’ azienda ha promosso e incoraggiato l’ osservatorio sui furti di rame presso la Criminalpol di cui fanno parte tutte le aziende più bersagliate come ferrovie, Enel, Telecom e Anie. Ma a che serve se le manette non fanno più paura a nessuno? © RIPRODUZIONE RISERVATA.

massimo lugli

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