14 Novembre 2012

ANSA-FOCUS/ M5S RINUNCIA A RIMBORSI SICILIA,MA POLEMICA SU COME

ANSA-FOCUS/ M5S RINUNCIA A RIMBORSI SICILIA,MA POLEMICA SU COME

(ANSA) – PALERMO, 14 NOV – Per palesare la rinuncia ai rimborsi elettorali dopo il voto in Sicilia, il Movimento Cinque Stelle aveva organizzato un evento simbolico davanti al palazzo del Parlamento, ma un errore nel calcolo dell’importo e alcune inesattezze nella lettura della legge sui contributi pubblici hanno trasformato l’iniziativa ‘anti-casta’ dei grillini in polemica politica. La scelta, tuttavia, è netta: il movimento non percepirà un solo euro, lasciando il contributo previsto per legge nelle casse del ministero del Tesoro. In preparazione dell’iniziativa, i grillini, che all’Ars contano 15 deputati, avevano preparato un assegno gigante con l’intenzione di consegnarlo simbolicamente all’Assemblea regionale, con tanto di lettera di rinuncia, trasmessa alla Camera dei Deputati. L’importo calcolato era di 1,42 milioni di euro. Ma dopo i primi scatti dei fotografi, i ‘cittadini’, appellativo che preferiscono a quello di ‘onorevoli’, hanno riposto l’assegno nel portabagagli di un auto, senza che i cronisti lo potessero vedere. Qualcuno s’é accorto in tempo che l’importo segnato era sbagliato, in realtà il rimborso che spetta al Movimento, in base alla legge dello scorso luglio, si aggirerebbe intorno agli 800 mila euro. “Non conosciamo esattamente la cifra – ammette Giancarlo Cancelleri, portavoce e capogruppo all’Ars del M5S – ma non intendiamo incassare la somma per poi restituirla. Rispettiamo così la volontà dei cittadini che nel ’93 abrogarono, con un referendum, il finanziamento pubblico ai partiti, poi tornato sotto forma di rimborso per le spese elettorali”. Secondo i Cinquestelle la rinuncia al contributo “rappresenta un passaggio obbligato, pena il dover obbligatoriamente percepire il rimborso elettorale”. Ma se il Codacons loda il gesto dei grillini, invitando tutti gli altri partiti a fare lo stesso, Grande Sud attacca i neo-inquilini di Palazzo dei Normanni. “I rimborsi elettorali non sono automatici, per ottenerli bisogna fare un’esplicita richiesta ‘entro il 30/o giorno successivo alla data delle elezioni’; se non la si fa, non si riceve un euro”, afferma la coordinatrice nazionale dei Club di Grande Sud, Costanza Castello. Che incalza: “Non serve, pertanto, alcuna lettera di rinuncia; non si scrive una missiva per confermare di volersi avvalere di un diritto, lo si esercita e basta”. L’art.3 del legge 96 del 6 luglio del 2012 recita che “i partiti e movimenti politici che intendono usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi a titolo di cofinanziamento dell’attività politica ne fanno richiesta, a pena decadenza, al presidenza della Camera o al presidente del Senato”. Ma i grillini guardano avanti. E annunciano la presentazione di un disegno di legge per tagliare le indennità ai parlamentari regionali. “Sarà il nostro primo atto – avverte Cancelleri – ma temo che farà la fine del porco, una fine scontata”. Loro già metà dell’indennità hanno deciso di non percepirla. E questo, afferma Cancelleri, “é il vero atto rivoluzionario”. (ANSA).

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