«Gravi manipolazioni del mercato» Chiesto il processo per Fitch e S&P
TRANI QUALCUNO avrebbe fornito informazioni «distorte» sul nostro debito pubblico, altri avrebbero diffuso notizie riservate sempre allo scopo di destabilizzare l’ immagine e il prestigio dell’ Italia, far deprezzare i titoli di Stato e indebolire l’ euro. Per la Procura della Repubblica di Trani tutto questo è reato di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata. SFOCIA in un terremoto sui vertici di due agenzie di rating mondiali l’ inchiesta avviata due anni fa dalla Procura di Trani, che ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque dirigenti di Standard & Poor’ s e due di Fitch. Per due alti dirigenti di Moody’ s è stata chiesta invece l’ archiviazione perché non è comprovabile che gli indagati abbiano fornito consapevolmente informazioni ?tendenziose’ ai mercati finanziari per manipolarli e favorire le speculazioni. Nella richiesta di rinvio a giudizio non compare più il reato di aggiotaggio, per il quale erano scattate indagini sulla base di denunce di Adusbef e Federconsumatori. Resta, tra le contestazioni, l’ aggravante del presunto danno patrimoniale rilevante allo Stato. LA PROCURA regionale del Lazio della Corte dei Conti ha aperto un’ inchiesta parallela, stimando in 120 miliardi di euro il danno erariale provocato dalle presunte manipolazioni di mercato delle agenzie di rating. Su Standard & Poor’ s anche l’ autorità giudiziaria degli Stati Uniti ha aperto un’ inchiesta con le stesse ipotesi di reato, mentre in Australia la stessa agenzia, in seguito ad una ?class action’, è stata condannata in sede civile a un risarcimento di 24 milioni per valutazioni espresse nell’ attività di rating. TRA gli episodi più rilevanti, «tutti gravissimi», ha detto il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, contestati ai vertici di S&P c’ è il giudizio espresso dall’ agenzia il 13 gennaio 2012 sul sistema bancario italiano, che portò a un ulteriore declassamento del rating del debito del Paese. Quel giudizio, scrivono i pm, era «errato», addirittura «esattamente contrario» alla situazione reale. «Accuse totalmente infondate», si difende S&P, precisando che il ruolo dell’ agenzia è di «fornire opinioni indipendenti sul merito di credito, secondo le nostre metodologie pubbliche e trasparenti applicate in modo coerente in tutto il mondo». «Continueremo a svolgere il nostro compito», aggiungono all’ agenzia». Plaudono le associazioni dei consumatori e delle imprese. E il Codacons ha deciso di avviare una maxi-costituzione di parte civile contro S&P e Fitch, alla quale possono aderire enti pubblici e privati, imprese e singoli cittadini e risparmiatori per ottenere un risarcimento.
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