“Siamo pronti a licenziare i cattedratrici coinvolti”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
SE LE accuse verranno confermate e formalizzate, l’ università prenderà provvedimenti nei confronti dei propri dipendenti coinvolti nell’ inchiesta camici sporchi. In effetti la professoressa Maria Grazia Modena e anche altri indagati insegnano presso l’ università di Modena. E’ abbastanza chiaro comunque il messaggio: l’ ateneo intende prendere le distanze da quanto è accaduto. Se i fatti che emergeranno rischieranno di compromettere il buon nome dell’ università, allora si potrà anche parlare di licenziamento o sospensione dei cattedratici eventualmente coinvolti. «APPRESO dalla stampa che l’ indagine ?camici sporchi’ ha portato all’ adozione di atti restrittivi e l’ elevazione di pesanti accuse anche nei confronti di professionisti dipendenti dell’ Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ? dichiara quindi il rettore dell’ università Aldo Tomasi ? come ateneo non posso che confermare, allorché ci verranno ufficialmente notificate le decisioni e le motivazioni, che non esiteremo ad adottare i provvedimenti di legge conseguenti, a salvaguardia del buon nome e della trasparenza, cui vogliamo sia improntata la gestione dell’ Ateneo». La nota quindi, prefigura licenziamenti degli arrestati commentando gli esiti della vicenda giudiziaria che ieri mattina ha portato all’ arresto di nove cardiologi. «Alla magistratura ed agli inquirenti impegnati nelle indagini ? aggiunge Tomasi ? vogliamo esprimere piena fiducia nel loro operato e nella attività svolta per fare emergere la verità, fiduciosi, comunque, che singoli episodi non possono e non devono gettare ombre ingiustificate e generalizzate sull’ Università e sul rigoroso lavoro di tanti colleghi e ricercatori». INTANTO il movimento consumatori Codacons, tra i primi a schierarsi dalla parte dei pazienti di cardiologia, rincara la dose: «L’ operazione ?Camici sporchi? ? fa sapere l’ associazione in una nota ? nasce da due esposti presentati dal Codacons. A marzo del 2011, infatti, il responsabile della sede modenese Codacons, Fabio Galli, ricevette un plico contenente materiale ?scottante? relativo a vicende avvenute presso il Policlinico di Modena. In particolare il plico conteneva un elenco di nominativi di cui: quattro casi di decessi; dodici casi di complicanze con esiti fortemente invalidanti; cinque casi di pazienti che avevano eseguito diverse valvuloplastiche e poi tavi; due casi di pazienti arruolati contemporaneamente in diversi studi di ricerca; undici casi di studi su pazienti a cui sono erano stati impiantati stent di dubbia qualità. Il Codacons ? continua la nota ? inviò così un primo esposto alla Procura di Modena, chiedendo di aprire una indagine ed eseguire accertamenti in merito ai casi segnalati nel plico. Dopo pochi giorni, l’ associazione ricevette un ulteriore pacco, sempre relativo al Policlinico, al cui interno vi erano i nominativi di altri tre casi di decesso e tre complicazioni gravi e ben 152 pagine relative a scambi di mail con contenuto di tipo economico. Un secondo esposto venne così presentato dal Codacons Modena alla Procura della Repubblica, che oggi ha posto sotto indagine 67 persone e arrestato ben 9 medici».
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