«I termosifoni a scuola non si spengono»
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA «Ventilare l’ idea di spegnere i riscaldamenti nelle scuole o proporre vacanze più lunghe agli studenti per ipotetici risparmi appare una proposta fuori dalla realtà». Il giorno dopo le provocazioni lanciate dal neo presidente dell’ Upi, Antonio Saitta, che ha minacciato di dover chiudere i riscaldamenti nelle scuole perchè le Province sono senza soldi, Palazzo Chigi risponde con una nota che non lascia adito a dubbi e sottolinea che il Governo punta a «ottimizzare costi e servizi» delle Province. Ieri intanto il presidente dell’ Upi ha teso la mano a presidi e dirigenti scolastici, indirizzando loro una lettera aperta in cui propone di aprire un tavolo di confronto sullo stato d’ emergenza dell’ edilizia scolastica e presentare al Governo proposte comuni. La battaglia contro i tagli del governo inaugurata da Saitta proprio all’ apertura del suo mandato alla guida dell’ Upi, gli ha però attirato non poche critiche e prese di distanza. C’ è chi, come i presidenti della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e il presidente dell’ Upi dell’ Umbria, Vinicio Guasticchi, si affrettano ad assicurare che, negli enti di loro competenza, i caloriferi funzioneranno come sempre. Sulla stessa linea i presidenti della Province di Verona, Modena, Genova, Prato, Cagliari, Sassari, Barletta-Andria-Trani. Insomma «anche se i tagli ci mettono in ginocchio – dicono – la scuola resta una priorità e non si tocca». E mentre a Roma si intensifica la mobilitazione degli studenti e degli insegnanti «contro i tagli all’ istruzione» con cortei in programma anche oggi e la prossima settimana, intanto arriva la notizia che oltre 200 mila giovani laureati esclusi potranno partecipare al «concorsone» della scuola. La terza sezione del Tar del Lazio, secondo quanto reso noto dal Codacons, ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’ associazione di consumatori ammettendo con riserva al concorso per insegnanti anche i laureati non abilitati. «Questa categoria (circa 200mila soggetti) – spiega il Codacons – era stata ingiustamente esclusa dal bando del concorso. Contro la discriminazione perpetrata dal ministero dell’ Istruzione abbiamo presentato ricorso». Quindi ora, in attesa della decisione di merito prevista per il prossimo febbraio, «tutti i laureati che non hanno conseguito l’ abilitazione e hanno fatto domanda di ammissione al concorso, possono presentare analogo ricorso, ma solo – spiega il presidente Carlo Rienzi – entro il prossimo 24 novembre, data ultima per far valere i propri diritti». Gli esclusi riammessi andranno quindi ad aggiungersi ai 321.210 mila candidati che, a fronte degli 11.542 mila posti disponibili, hanno presentato domanda.
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