Blitz in ospedale: a Modena in cella nove cardiologi
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- Gazzetta dello sport
Scandalo anche a Bari: tre oculisti usavano il loro reparto come clinica privata STEFANIA ANGELINI Un nuovo scandalo nella sanità sembra mettere ancora più a rischio il rapporto fiduciario tra medico e paziente. L’ ultimo caso è quello che ha coinvolto il Policlinico di Modena. Ieri, dalle prime ore della mattina, i carabinieri dei Nas di Parma hanno arrestato, in quella che è stata chiamata non a caso operazione «camici sporchi», nove cardiologi dell’ ospedale emiliano, accusati di aver installato apparecchiature mediche (alcune per di più difettose) all’ insaputa dei pazienti e di aver creato false cartelle cliniche. Sono accusati di associazione a delinquere, peculato, corruzione, falso, truffa. L’ indagine ha portato alla luce una collaudata organizzazione composta da cardiologi e rappresentanti di ditte fornitrici di attrezzature mediche, coinvolti in un giro di corruzione e spese illecite a carico del sistema sanitario nazionale. Nel corso dell’ operazione è stata inoltre confiscata la somma di circa 1 milione di euro, depositata su alcuni conti correnti bancari. Casi sospetti L’ inchiesta – che tocca altri 58 medici e 12 aziende produttrici di attrezzi biomedicali – nasce, in sostanza, da due esposti presentati dal Codacons e da una denuncia fatta dell’ associazione «Amici del Cuore» nel febbraio del 2010 su presunte sperimentazioni chirurgiche non autorizzate che avevano avuto spiacevoli conseguenze sui pazienti. Secondo le accuse, infatti, i medici avrebbero eseguito interventi delicati senza informare gli interessati, pubblicando poi articoli su riviste specializzate e incassando in questo modo denaro attraverso onlus fittizie. In particolare, le indagini partono da due morti sospette di persone sottoposte a interventi al cuore. Il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, è apertamente preoccupato per la bufera che si è scatenata sul Policlinico: «La preoccupazione riguarda la gravità e l’ estensione del fenomeno che sta emergendo. La tranquillità invece, risiede nella certezza di come il reparto di cardiologia stia funzionando a pieno regime ed in assoluta sicurezza». In Puglia A questo scandalo ieri se ne è aggiunto un altro in Puglia: tre medici oculisti dell’ ospedale Sarcone di Terlizzi (Bari) sono finiti in manette con l’ accusa di abuso d’ ufficio e falso ideologico. In pratica i medici – e tra di loro pure il primario – avevano trasformato il reparto di oculistica in una sorta di clinica privata, gestita con una perfetta divisione dei compiti. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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