«Ci costituiremo parte civile Medico legale gratis ai pazienti»
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fonte:
- Gazzetta di Modena
di Saverio Cioce Il terremoto di Cardiologia continua a produrre scosse di assestamento ma l’ unico che non si scompone è proprio chi ha firmato per primo, e da solo, l’ esposto alla magistratura e che ha dato il via all’ inchiesta giudiziaria. Fabio Galli, storico leader del Codacons, a mente fredda fa il punto su una vicenda iniziata due anni fa grazie al suo intervento diretto. Prima di lui solo Mario Spinella, presidente dell’ associazione Amici del Cuore, aveva inviato una lettera al direttore del Policlinico lamentando i danni post operatori che lo avevano quasi ridotto in carrozzina. Oggi alle 14 la trasmissione di Rai Uno “Arena” condotta da Massimo Giletti sarà nella sede di via Ruffini per un collegamento in diretta sul caso-Modena. Galli, qualcosa comincia a muoversi. Gli arresti sono un fatto clamoroso per la sanità modenese «Certo. Mi aspettavo queste reazioni da parte dei vertici della sanità modenese e regionale. Ora sono molto prudenti nel garantire che tutto andava bene nel reparto guidato dalla dottoressa Maria Grazia Modena e nel laboratorio di Emodinamica guidato Giuseppe Sangiorgi; gli arresti hanno messo un punto fermo sui traffici di apparecchiature e l’ abuso di operazioni invasive e pericolose. Ma sino all’ altroieri i responsabili di Ausl e Policlinico hanno prima ostentato indifferenza, poi ci hanno rassicurato che tutto andava per il meglio. Solo ora ammettono che ci sono problemi gravi. Quanti morti e feriti sono stati necessari prima di arrivare a questo punto?» Che cosa è cambiato rispetto al 2010, quando è iniziata la vicenda? «La svolta nelle indagini – spiega – ci ha permesso di trovare la ragione di tanta passione da parte di quel reparto per il ricorso sempre e comunque a quella tecnica chirurgica. Non è un caso che i magistrati, abbiano subito inibito alle sei aziende che vendevano le apparecchiature alla clinica modenese di avere rapporti con la pubblica amministrazione». Cosa farete ora? «Tanto per cominciare quando inizierà il processo penale chiederemo di costituirci parte civile; vogliamo rappresentare i danneggiati della sanità, quelli che non sono più vivi per testimoniare e tutti gli altri che hanno avuto danni alla salute, sino all’ invalidità, e che si porteranno dietro per tutta la vita». Quali sono le cifre del fenomeno? Quanti sono i danneggiati, le vittime delle operazioni a oltranza? «Posso solo parlare per stime perché l’ inchiesta è in corso e le carte le hanno in mano gli inquirenti. Ovviamente ci si riferisce solo al biennio 2009-2010, quando c’ è stato un abuso nel ricorrere sempre e comunque quel tipo di intervento. Non voglio, evidentemente, fare allarmismo nè sovrappormi ai camici bianchi, perché quella tecnica è comunque usata anche oggi se non ci sono alternative. Le nostre stime parlano di 500-600 casi dubbi. E poi ci sono i dati di partenza che parlano chiaro: a Baggiovara sono state effettuate due sperimentazioni, al Policlinico con il duo Modena-Sangiorgi sono state 66. Come mai un boom di quelle dimensioni?» Cosa può fare chi si sente danneggiato dopo un intervento chirurgico in Cardiologia nel periodo analizzato dall’ inchiesta? «Abbiamo messo a disposizione in tutta Italia un numero verde, 800 050 800: chiunque può telefonare gratuitamente e segnalare il proprio caso. Inoltre mettiamo a disposizione, sempre gratis, un medico legale per esaminare sia la cartella clinica dell’ operazione effettuata che le sue ricadute sulla salute del paziente operato a Modena». Non c’ erano stati allarmi in precedenza su quanto stava accadendo? «Tante voci ma solo dopo la lettera di Spinella si è mossa la Regione che ha mandato una commissione di specialisti. Nel testo completo sono emerse cose da fuoco: accanimento terapeutico, assenza di specialisti che erano obbligatori durante quegli interventi, più studi sullo stesso soggetto anche se vietati dalla legge, documentazione clinica mancante o molto carente. Lo dicono loro, i componenti della commissione regionale, non io». Conseguenze? «Poche e nulle, l’ allontanamento di qualcuno, contestazioni amministrative». E ora? «Chiediamo di contattare tutte le persone operate nel periodo Sangiorgi per effettuare un controllo a ciascuno di loro e avere le dimensioni esatte dell’ accaduto». La Federconsumatori (Cgil) dal canto suo si dice molto sorpresa dell’ accaduto: «Non immaginavamo che ci fossero stati casi così gravi – dice la responsabile Renza Barani – Poche persone ci hanno contattato per chiedere cosa fare ma non abbiamo patrocinato nessuna denuncia. Se ce lo chiederanno lo faremo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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