Il giallo dei tre dossier anonimi
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di FRANCESCO VECCHI VIA RUFF INI , fine marzo 2011. Una busta chiusa davanti alla sede del Codacons. La mano che la lascia lì è anonima. Tuttora sconosciuta. I fogli al suo interno hanno come intestazione ?Alcuni casi clinici: u.o. Cardiologia Policlinico di Modena’. Comincia così, al momento dell’ apertura di quella missiva, la vicenda giudiziaria che ha portato agli arresti di venerdì. Prende il via con un corvo, una gola profonda. Probabilmente interna al Policlinico, forse addirittura proveniente proprio dal reparto guidato all’ epoca dalla prof. Maria Grazia Modena (ancora per poco). Nei quattro fogli al suo interno ci sono ?ritagli’ di cartelle cliniche. Si parla di 34 casi. Tra le altre cose sono citati 4 decessi, 12 complicanze con esiti invalidanti. Spunta la parola ?stent’. La terminologia è tecnica, medica. A piè di pagina si parla di «malcontento del personale non medico di Cardiologia». Fabio Galli ( nella foto ), segretario provinciale del Codacons, interpella il collegio legale dell’ associazione. IL 22 DI MARZO la trasmissione di quegli atti alla procura sotto forma di esposto, è il primo tassello del domino. Ce ne saranno un secondo e un terzo nel giro di poche settimane e sempre a firma di ignoti. Aprile 2011: il caso Spinella è da due mesi sulle pagine di tutti i giornali locali. La commissione scientifica della Regione ha dato il suo responso su Cardiologia: ci sono ?criticità’. Cinquantaquattro tra direttori di dipartimento e di struttura del Policlinico in una dichiarazione congiunta firmano la «piena fiducia nella funzionalità ed efficienza della struttura, piena fiducia nei dirigenti». Scrivono di «immagine ingannevole e distorta del complesso della Cardiologia modenese», in riferimento ai «continui articoli di stampa e trasmissioni radiofoniche e televisive». Pochi giorni dopo il corvo torna a ?bussare’ in via Ruffini. È l’ otto di aprile. Seconda busta chiusa lasciata davanti al portone, all’ interno ci sono altri due fogli. Questa volta i ?ritagli’ sono cinque. Tre i decessi, due le complicanze gravi che vengono richiamati all’ attenzione. Il giorno stesso Fabio Galli torna in procura. É l’ integrazione a quanto già recapitato in marzo a palazzo Martinelli in Corso Canalgrande. Non finisce qui. Arriva anche la terza busta anonima nella sede del Codacons. Questa volta è un vero e proprio plico. Stavolta la gola profonda porta delle cifre. È un registro, più di 150 pagine. Scritte nero su bianco ci sono movimentazioni economiche. Soldi. Tanti soldi. Il gip Paola Losavio nello svolgimento delle indagini parla di quel plico: dubbi e critiche sulle sperimentazioni svolte nella struttura complessa di Cardiologia ma soprattutto movimentazioni economiche corrispondenti agli studi. Le movimentazioni economiche citate dal gip sono scritte nero su bianco in 152 pagine. La gola profonda questa volta ha attinto a piene mani alle sue fonti. Ma come ha fatto ad entrare in possesso di quel registro? Questo avvalora la tesi che i tre tasselli di via Ruffini provengano da un personaggio interno all’ ospedale. Gli esposti del Codacons sono la scintilla. Il la alle indagini. LA FAMOSA istanza di Giovanni Spinella, presidente dell’ associazione ?Amici del cuore’ non è mai stata una denuncia vera e propria. Spinella (come noto in fin di vita dopo una coronarografia al Policlicnico nell’ ottobre del 2010) quando nel febbraio del 2011 scrive ad Errani, all’ assessore regionale Lusenti e Pighi, non denuncia le sue perplessità sull’ operato in Cardiologia alla procura. La prima e vera denuncia arriva dal Codacons. Da quelle tre imbeccate vengono delegate le indagini ai Nas. L’ inizio del sentiero che conduce ai clamorosi arresti. Chi è passato in via Ruffini in marzo e in aprile dello scorso anno sapeva che quel materiale era esplosivo. Contava sul fatto che il Codacons avrebbe fatto il suo dovere: andare in procura. Il corvo sapeva più di tutti.
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