9 Novembre 2012

Compro oro in nero E una villa bunker chiamata Fort Knox

Compro oro in nero E una villa bunker chiamata Fort Knox

DAL NOSTRO INVIATO AREZZO – «Un’ articolata rete» che serviva a raccogliere «ingenti quantitativi in oro di indubbia provenienza» sparsa su tutto il territorio nazionale, con «schede telefoniche intestate a prestanomi», scrivono il procuratore Marco Doni e Carlo Scipio nel decreto di perquisizione che porta a indagare 118 persone in 11 regioni. I finanzieri del Comando provinciale aretino mettono le mani su un’ organizzazione di tipo piramidale che aveva il suo vertice in Svizzera e si muoveva attraverso bracci operativi. I capi-area agivano come referenti sui territori dei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (Caserta) e Valenza Po (Alessandria); raccoglievano l’ oro acquistato dagli agenti intermediari; questi erano in contatto con una fitta rete di negozi «Compro Oro» e operatori del settore, che erano alla base della filiera dei traffici di provenienza illecita. Le forniture avvenivano in nero, al di fuori dei circuiti ufficiali, mediante scambi di oro contro contanti in banconote di grosso taglio; i trasporti erano affidati a corrieri che viaggiavano su auto con doppifondi. Cinque interventi negli ultimi mesi hanno permesso di sequestrare oltre 63 chili di oro in lamine e verghe, più di 20 di oreficeria usata, oltre 450 chili di argento in grani. Quindici gli indagati in Toscana: 10 abitano nell’ Aretino, 4 nel Pistoiese, l’ ultimo è un senese che vive al Nord. È stata sequestrata anche una villa, nei pressi del casello dell’ A1 di Monte San Savino (Arezzo), che l’ organizzazione criminale utilizzava come base operativa: era tanto protetta e vigilata da essere ribattezzata «Fort Knox». I finanzieri hanno scoperto che alcuni indagati avevano acquistato l’ immobile – dove lo scorso 31 ottobre le Fiamme Gialle hanno sequestrato un milione e mezzo in contanti – grazie a una società maltese usata come paravento. Oltre al metallo sequestrato, i finanzieri hanno bloccato 550 conti bancari, in modo da congelare le disponibilità finanziarie dei principali indagati dell’ operazione. Obiettivo, raggiungere l’ importo di 163 milioni di euro, pari al volume d’ affari degli scambi di oro e denaro «sporco» su scala internazionale nel 2012. I sequestri sono stati eseguiti in 23 banche, 8 intermediari finanziari e due fiduciarie. Per 42 indagati l’ ipotesa di accusa è associazione per delinquere, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, ricettazione, esercizio abusivo del commercio di oro e frode fiscale. Secondo i dati del Codacons, i negozi di «Compro Oro» sono ormai presenti in tutte le città italiane e generano un enorme business, pari a circa 14 miliardi di euro. Nel Paese si contano circa 28 mila esercizi commerciali di questo tipo. Simone Innocenti RIPRODUZIONE RISERVATA.

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