1 Novembre 2012

Roma, fermata Parma

Roma, fermata Parma

altra sconfitta, dopo il frecciarossa “dirottato” che trasferta! in emilia solita buona mezz’ ora, poi il crollo. ma le polemiche sono anche per il treno che ha portato i giallorossi, cambiando tratta.
DRA. Quarta sconfitta in campionato, la seconda consecutiva, il terzo 3 -2 subito, tre gol balordi presi per errori incredibili della difesa. E non bastano lo splendido Lamela, al sesto gol stagionale, né il rigore sbagliato e poi ribadito in rete da Totti. Passa il Parma, con Belfodil, Parolo e Zaccardo, passa meritatamente in una notte piovosa, su un campo impossibile, che di solito a nemico dei gol, li complica, li rallenta: non se dall’ altra parte c’ a una Roma troppo fragile, rassegnata alla sua piccolezza, ai suoi limiti. E, anche, come se non bastasse, una Roma inseguita da polemiche di natura extra- calcistica, arrivata a Parma direttamente in treno ,con un treno che a Parma non si sarebbe dovuto fermare. La storia risale a martedì e c’ a un’ immagine che la illustra e che pare uscita da un album di foto delle superiori. De Rossi, Destro, Bradley, fermi in attesa del treno, una ventina di ragazzi divertiti, cuffie alle orecchie alla stazione Termini, in tuta, in attesa che arrivi da Napoli il convoglio che li porterà al nord, a giocare una partita di calcio. La Roma va a Parma a bordo di un Frecciarossa, il Napoli – Milano, fermate solo a Roma, appunto, poi Firenze e Bologna. Tanti i pendolari, telefonino in mano, tante le foto scattate, ciao mamma, c’ a Totti seduto di fronte a me. Cose così, un quadretto bello e per certi versi sorprendente. Il calcio si sta normalizzando, eh sì, c’ a la crisi, una volta le squadre viaggiavano su voli charter anche da Torino a Genova, adesso i calciatori li puoi persino toccare. Lo fa anche la Nazionale, da qualche tempo, viaggia in treno, un mezzo ecologico, economico eccetera. La Roma gioca a Parma. Ah, vero, la fermata “Parma “, nel viaggio del Frecciarossa, non a prevista. Poco male: il treno fauna deviazione, secondo Trenitalia «prevista », secondo gli infuriati pendolari, la gente normale che prende il treno per studio o per lavoro, non prevista e non segnalata, lascia la linea dell’ alta velocità, entra in stazione a Parma, fa scendere la Roma, poi riprende la sua corsa, con punte, come orgogliosamente mostra il display all’ interno dei vagoni, di 300 km /h. L’ arrivo a Milano, condito dalla furia di chi ha pagato il biglietto anche 133 euro per un viaggio senza sorprese e senza minuti sprecati, avviene con 33 minuti di ritardo. Immediata monta la polemica suFacebook e Twitter, il Codacons presenta un esposto alla procura di Parma chiedendo di aprire un’ indagine peril reato di interruzione di pubblico servizio. Il senatore dell’ Idv Lannutti presenta un’ interrogazione parlamentare al ministro Passera. Ai passeggeri che chiedevanocon meraviglia notizia della deviazione, i controllori avrebbero risposto «il motivo della sosta e del ritardo che ci sarà a far scendere la Roma a Parma ». Secondo Trenitalia gli annunci ci sarebbero stati a inizioviaggio, sui tabelloni luminosi nelle stazioni toccate e, due volte, all’ interno del treno. I pendolari non confermano, an zi, parlano di un annuncio ormai a babbo morto, dato dal capotreno a pochi metri dalla stazione di Parma. Il 25 per cento del biglietto sarà comunque rimborsato per il ritardo. La brutta, antipatica e per certi versi insopportabile figura resta. Trenitalia a il vettore ufficiale di Juve, Roma, Lazio e Milan, nelle trasferte più comode le quattro squadre viaggiano sulla linea ferrata. Ma, lo rivela il viaggio della Roma, possono chiedere delle deviazioni dal percorso originario. Una “prevaricazione inaccettabile” secondo il Codacons. Un tempo al calcio l’ Italia avrebbe concesso tutto, avrebbe chiuso un occhio, allargato le braccia. Qualcosa di normale, si sarebbe detto. Quel Paese dei soprusi, dell’ abuso di potere, delle leggi diseguali a stanco, nauseato. Alla prevaricazione, alla Roma che viaggia in treno e chiede uno strappo ad personas fino a Parma, un tempo si sarebbe sorriso. Quel tempo a davvero finito.
anche parma èamara perquesta romache fa fatica, una fatica matta a diventare squa
 
 

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