Carte bollate per fermare il cemento
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fonte:
- Il Resto del Carlino
IL COMUNE non arretra di un centimetro. Ma gli abitanti di Porto Fuori e gli esponenti del comitato Vitalaccia Dura, ormai sono abituati a lottare. Pronti alla ribellione contro la piattaforma della logistica che ricoprirà di cemento 170 ettari di campagna. Assemblee a parte, hanno poche armi a disposizione, tra qui quelle legali. La villetta di Giampaolo Rosetti si trova al centro del primo comparto, proprietà Sapir, tra la Classicana e via Canale Molinetto, dove il cantiere è già operativo. Da mesi convive con il viavai dei camion che trasportano e rovesciano i temuti fanghi del Candiano, quelli che servono a rialzare il livello del terreno e saranno le fondamenta del porto che si espande. Polvere, rumore, fumi che in estate entrano in casa, e costringono lui e sua moglie a tenere chiuse le finestre. Insomma, un inferno. Eppure qui, in via Vitalaccia, abita dal ’69, quando la strada era ancora collegata con via Trieste, prima che venisse chiusa da una parte dalla ferrovia, dall’ altra dalla Classicana. «SIAMO praticamente isolati dal 2006 ? racconta ? , da quando sulla Classicana fu posizionato il new jersey. Da allora posso uscire solo in auto, e solo in direzione sud. Ne parlai con sindaci, Anas, prefetti: mai avuto risposta». Che Sapir avesse iniziato a portare i fanghi di fianco a casa sua, Rosetti lo imparò dal vicino di casa. Poi un giorno si accorse che i camion scaricavano di tutto, chiese l’ intervento di Arpa e oggi c’ è un pezzo di terrà ancora sotto sequestro. Per questo, da qui, andrebbe via volentieri, ma non può farlo. L’ offerta per l’ esproprio era fuori mercato, «più bassa di 200mila euro». Così si è affidato agli avvocati del Codacons ed è in causa, con la prima udienza fissata a gennaio. Luca Tamburini abita a trecento metri dalle oasi naturali che la piattaforma spazzerà via. Siamo a margine del comparto numero tre, proprietà Cmc. «La ex cava Morina tra Porto Fuori e Lido Adriano ? racconta ? oggi è un angolo di paradiso. Tutto verrà sacrificato per fare largo al porto. Di tre laghetti ne resterà uno solo. Giro spesso in bicicletta in questi luoghi bellissimi, frequentati da famiglie e pescatori. Che tutto ciò debba essere soppresso è una vera bestemmia». IN QUESTO tour ci accompagna Giorgio Benelli, tra i più attivi nel comitato Vitalaccia. Fu uno dei firmatari dell’ esposto che portò il Noe a sequestrare un altro appezzamento, che confina con una pineta, perché con i fanghi i camion scaricavano di tutto, plastica compresa. Cmc nega che il terreno sia sotto sequestro, ma il nastro biancorosso che lo delimita è ancora presente. Il caso di Mauro Cavallucci è un altro tra i più emblematici di questa lotta impari tra cittadini e poteri forti. Negli anni si è costruito un piccolo borgo, tra la Classicana e via Canale Molinetto. La sua tenuta di nove ettari ricade nel quarto comparto, l’ unico dove finora le ruspe non sono entrate in azione. E confina col comparto numero tre, quello in cui Cmc sta trasferendo il ?bitumificio’ Acr (Cmc più Acmar). DALLA sua finestra prima vedeva San Marino, oggi una montagna di terra a strati. A propria insaputa il Comune gli ha modificato la destinazione d’ uso della tenuta, da agricola a industriale. Così, rispetto ai 600 euro di Ici che pagava, ora ne deve saldare 10mila di Imu. Per questo anche Cavallucci si appresta a ricorrere alle carte bollate dato il deprezzamento degli immobili, il rincaro Imu e i futuri disagi del cementificio Acr. Infaticabile lavoratore alla Festa dell’ Unità, il partitone lo ha ricambiato così. Lorenzo Priviato.
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