INFLAZIONE: ISTAT, FRENATA A OTTOBRE, +2,6% SU ANNO
GOVERNO NON AUMENTI IVA SE NON VUOLE VANIFICARE CRESCITA NEL SECONDO TRIMESTRE 2013
Secondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, il tasso di inflazione frena ad ottobre, calando al 2,6% annuale dal 3,2% di settembre.
Per il Codacons è finalmente finito l’effetto Iva. L’inflazione, infatti, dopo l’aumento dell’imposta di metà settembre 2011, era aumentata dello 0,6%, passando dal 2,8% di agosto al 3,4% di ottobre, mese nel quale l’aumento dell’aliquota ordinaria dal 20 al 21 aveva dispiegato tutti i suoi effetti, anche perché a settembre l’Istat non aveva avuto il tempo tecnico di registrare tutti gli aumenti, considerate le date in cui effettua le rilevazioni. Da allora l’inflazione non è più scesa sotto il 3,1%.
Ora, passato un anno esatto da allora, è evidente che su base tendenziale finisce l’effetto Iva, che il Codacons, in tempi non sospetti, ha sempre stimato in un impatto sui prezzi pari allo 0,64%, equivalente ad una stangata che pari a 290 euro all’anno per una famiglia di 3 persone e 385 euro per una famiglia di 4. Non è un caso, quindi, che l’inflazione ora ridiscenda proprio dello 0,6, dal 3,2 al 2,6%.
Per il Codacons ora il Governo ha l’obbligo morale di tenere calmierati i prezzi, visto che ha bloccato la rivalutazione delle pensioni e degli stipendi pubblici. E’ imperativo, quindi, che a luglio non aumenti le aliquote Iva, dato che, oltre a stangare in modo insostenibile gli italiani, finirebbe per determinare un effetto sui prezzi di durata almeno annua, facendo crollare nuovamente i consumi nella parte finale del 2013 e, quindi, finendo per vanificare l’ipotesi di tornare a crescere nel secondo trimestre 2013.
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