30 Ottobre 2012

Il Codacons ci riprova «Smog in crescita indagate il sindaco»

Il Codacons ci riprova «Smog in crescita indagate il sindaco»

 A dare retta all’ assessore comunale alla Mobility, Pierfrancesco Maran, che ieri annunciava orgoglioso su Twitter che «Milano è l’ unica grande citty con due “smile” come trend di miglioramento », ci sarebbe di che festeggiare. Anzi, visto che è del rapporto di Legambiente sulla quality ambientale dei Comuni capoluogo di Provincia che si sta parlando, ci sarebbe da tirare un bel sospiro di sollievo. Peccato che la realty di Milano vista attraverso l’ osservatorio dell’ associazione ambientalista sia tutt’ altro che rassicurante. Tanto che, considerato l’ aumento delle concentrazioni di Pm10 registrato in citty lo scorso anno, tra i borgomastri finiti nel mirino del Codacons, che ieri ha chiesto «alle Procure della Repubblica di perseguire per omissione d’ atti d’ ufficio e getto di cose pericolose tutt i i sindaci delle citty in cui sono stati superati i limiti di quality dell’ aria fissati dalla legge », c’ è anche Giuliano Pisapia. Secondo i dati resi noti da Legambiente, a Milano nel 2011 il valore medio delle polveri sottili ha infatti raggiunto i 49 microgrammi per metro cubo, ben al di sopra non solo della media registrata nel 2010 (39,7), ma anche «del limite dei 40 microgrammi per metro cubo, previsto dalla direttiva comunitaria» spiegano dal Codacons. Non a caso, il capoluogo viene inserito dal rapporto di Legambiente «tra le peggiori citty in Italia», a un soffio da Torino, che con una media di 50,6 microgrammi per metro cubo è quella che fa registrare la situazione più critica quanto a Pm10 tra i capoluoghi di grandi dimensioni (anche se in assenza dei valori registrati a Napoli e Messina, Ndr). Numeri che stridono con i toni trionfalistici dell’ assessore Maran, secondo il quale «la nostra amministrazione, fin dall’ inizio del suo mandato, ha puntato con decisione sulla mobility sostenibile come strada per migliorare la quality della vita dei cittadini e l’ ambiente urbano ». E che lasciano poco spazio a interpretazioni per quel che riguarda i risultati ottenuti da Palazzo Marino in termini di lotta all’ inquinamento e di miglioramento della quality dell’ aria. «Anche Legambiente conferma che Milano è una delle citty peggiori, dove si registra un valore medio annuo di polveri sottili superiore al limite dei 40 microgrammi per metro cubo» attacca il vicepresidente del consiglio comunale, Riccardo De Corato. «Ciò dimostra anche che provvedimenti parziali come quello di Area C, che non sono serviti a migliorare la quality dell’ aria nel corso di quest’ anno, sono utili solo per fare cassa e torchiare i milanesi, non per affrontare il problema inquinamento ». D’ altra parte, «la stessa Alessandra Cecchelli, il pm che aveva prima inquisito e poi prosciolto Formigoni, la Moratti e Podesty dall’ accusa di inquinamento dell’ aria, aveva scritto che provvedimenti parziali non servivano a nulla», ricorda De Corato. «E che ci vo gliono provvedimenti su scala nazionale, o addirittura internazionale, per avere un miglioramento dell’ aria a Milano ». Un presupposto di fronte al quale l’ impegno a «fare ancora meglio» da parte dell’ assessor e Maran rischia di suonare più come un semplice auspicio che come una linea programmati ca. E davanti al quale anche confidare in un provvedimento risolutivo della Cabina di regia contr o lo smog, che stamattina alle 10 si ritrovery in Provincia per fare il punto sulla situazione a Milano e nel resto del territorio e concordare nuove azioni condivise, sarebbe peccare di eccessivo ottimismo.

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