Scuola in rivolta, primo dietrofront sull’ allungamento degli orari
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fonte:
- Il Piccolo
Intanto ha innescato la retromarcia, poi si vedrà quale nuova via imboccherà. Il ministero dell’ Istruzione, dopo la bocciatura trasversale (voti contrari sono stati annunciati sia dallo schieramento di centro-destra sia da quello di centro-sinistra) delle norma, inserita nel ddl di stabilità, che aumenta di 6 ore l’ orario degli insegnanti (a stipendi invariati) ha deciso di rivedere la proposta offerta al Parlamento, quel «contributo di generosità» che, a guardare le reazioni, solo a viale Trastevere è parso tale. Le polemiche, infatti, non accennano a placarsi, gli insegnanti, con una mobilitazione partita in modo spontaneo e senza “sponsor” stanno già attuando una sorta di “sciopero bianco”, i sindacati del settore si stanno ricompattando per portare avanti la battaglia (la Flc-Cgil che finora ha giocato da sola si è detta disponibile a una manifestazione unitaria con tutte le altre sigle) e il Codacons è pronto a farsi promotore di una class action se i contestati articoli del ddl non verranno cancellati. Da viale Trastevere confermano che i tecnici sono al lavoro per trovare un’ alternativa nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla spending review che stabilisce il conseguimento di un obiettivo di risparmio per il 2013 di 182,9 milioni di euro, per il 2014 di 172,7 milioni di euro e per il 2015 di 236,7 milioni di euro. Un’ alternativa che certamente non sarà lo “sconto” a 21 ore ipotizzato da alcuni. «Ogni suggerimento ed eventuale modifica sarà il benvenuto» ha detto il ministro Profumo la scorsa settimana. E i parlamentari si stanno rimboccando le maniche per consigliare ed “emendare” (domani parte in commissione Bilancio alla Camera la discussione sulla legge di stabilità ed entro fine mese potranno essere presentati gli emendamenti al testo del governo). Le risorse si possono racimolare, ad esempio, “pescando” nella spesa corrente di altri ministeri, come la Difesa o gli Esteri, come propone il Pd.
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