Santa Chiara, bloccati i lavori del “cubo”
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fonte:
- La Nuova Venezia
di Alberto Vitucci Lavori bloccati per il «cubo», il nuovo hotel Santa Chiara in costruzione a piazzale Roma. Un caso riesploso in questi giorni, approdato ieri in commissione consiliare a Ca’ Loredan. «Ci risulta che l’ impresa che esegue i lavori», ha spiegato ai consiglieri l’ assessore all’ Edilizia privata Ezio Micelli, «abbia problemi seri di liquidità. Dunque i lavori sono fermi, anche se la responsabilità non è della sezione appaltante». Tutto fermo, dunque. Anche se non dipende da Elio Dazzo, proprietario del terreno e dell’ attiguo hotel, presidente di Aepe e Apt che ha ottenuto il via libera alla nuova edificazione. Le polemiche hanno convinto il presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta a mettere la questione all’ ordine del giorno della commissione di ieri. I dirigenti dell’ Edilizia privata Oscar Girotto e Lucio Celant hanno ribadito che «dal punto di vista delle autorizzazioni la pratica è a posto». Insomma, per costruire il nuovo hotel ai piedi del ponte di Calatrava – l’ unico a Venezia con due piani di garage interrato – Dazzo ha ottenuto i permessi necessari. Vincendo una battaglia legale durata quasi mezzo secolo. «Il via libera al progetto», hanno detto ieri i tecnici comunali, «è stato dato dalla Soprintendenza e dalla commissione di Salvaguardia». Organismo di cui faceva parte in rappresentanza del Comune il presidente dell’ Ordine degli architetti Antonio Gatto, progettista insieme all’ architetto Dario Lugato, lo stesso del progetto della Torre Cardin. Approvato il progetto e ottenuto il via libera dal Tar, Dazzo ha cominciato i lavori. Che adesso si sono bloccati per problemi dell’ impresa appaltatrice. Forti dubbi sono stati espressi da consiglieri di maggioranza e opposizione. L’ assessore e i tecnici hanno ripercorso l’ iter e il contenzioso – avviato nel 1956 per la proprietà dei terreni – e concluso solo nel 2009. Allora fu il Tribunale amministrativo a confermare che il garage interrato poteva essere costruito. Subito dopo, la nuova amministrazione Orsoni ha invece bloccato l’ edificazione di nuovi garage interrati in città con la modifica dell’ articolo 13 del reolamento comunale. «In questo modo si ipotecava il futuro dell’ area», non va bene», dice Micelli. Nella città storica dunque niente garage interrati. Con l’ eccezione del nuovo hotel Santa Chiara. Polemiche anche per la qualità della nuova edificazione. «Aspettate a vederlo finito prima di giudicare», dicono i progettisti. Ma sono in tanti, a cominciare dallo storico dell’ arte Salvatore Settis, ad aver puntato il dito sulla «stranezza» di un nuovo edificio moderno, tutto vetro e acciaio, proprio all’ imbocco del Canal Grande. Nasconderà la visuale e potrebbe provocare problemi anche alle fondazioni dell’ attiguo ponte di Calatrava. «I monitoraggi in corso da parte dell’ assessorato ai Lavori pubblici e dei periti hanno fin qui escluso ogni rischio», dice il direttore Celant. Resta il fatto che in pieno piazzale Roma, area strategica che il Comune vuole destinare a terminal dei residenti, allontanando progressivamente le auto, un privato riesce a realizzare in garage interrato di due piani. Questione su cui Italia Nostra ha annunciato una protesta e una raccolta di firme a livello nazionale. Il Codacons ha sollecitato un’ inchiesta per sapere «come sia stato possibile rilasciare un’ autorizzazione simile». Intanto è ferma all’ autorità portuale la richiesta, presentata dallo stesso Dazzo, per realizzare un plateatico galleggiante coperto in bacino San Marco, davanti alla chiesa della Pietà. Il progetto, firmato dallo stesso architetto di piazzale Roma, è stato presentato all’ Autorità portuale con il parere favorevole dell’ assessorato alla Mobilità del Comune. Ma il sindaco Giorgio Orsoni ha espresso forti perplessità. «Non mi pare il caso», dice, «di costruire una struttura del genere in quel luogo».
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