17 Ottobre 2012

Ilva, conto alla rovescia per l’ Aia L’ azienda sfida di nuovo la Procura

Ilva, conto alla rovescia per l’ Aia L’ azienda sfida di nuovo la Procura

 

TARANTO – Domani a Roma, nella sede del ministero dell’ Ambiente, è in programma la conferenza dei servizi che licenzierà la nuova autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ Ilva di Taranto. Tutto mentre torna a farsi tesa l’ aria tra l’ azienda e la Procura. Alla conferenza dei servizi parteciperanno gli enti locali, la commissione istruttoria che ha elaborato il nuovo testo, l’ Ispra, l’ Ilva e i custodi giudiziari degli impianti sotto sequestro, le associazioni ambientaliste, la società italiana di Medicina del lavoro e Igiene industriale, l’ Asi, l’ associazione pediatri di Puglia e Basilicata, l’ associazione medici per l’ ambiente e il Codacons. Ieri, intanto, la giunta regionale ha deliberato le prescrizioni che la delegazione regionale rappresenterà in sede di conferenza di servizi. Bari chiederà che nell’ Aia siano inserite le risultanze della prima valutazione del danno sanitario in corso di redazione e che, in caso di criticità rilevate, il ministero dell’ Ambiente si faccia carico di riesaminare l’ Aia alla luce dei dati emersi. Chiederà inoltre che siano resi di evidenza pubblica i dati sui monitoraggi effettuati e che ci sia il controllo sugli interventi dell’ azienda e il rispetto del cronoprogramma. Oggi, intanto, l’ associazione Peacelink, in rappresentanza anche del Comune di Statte, illustrerà alcune ragioni che saranno portate alla conferenza dei servizi. A partire dal rinvio di 90 giorni che a settembre Statte aveva chiesto, invano, per il rilascio dell’ Aia in modo da consentire a tutte le parti in causa di studiare attentamente il contenuto della nuova autorizzazione. Il testo, reso noto solo cinque giorni fa, è difficile da esaminare sino in fondo, e pertanto sarà reiterata la richiesta del posticipo. @OREDROB: #CBECHIS %@% @BORDERO: #FCASULA %@%L’ assenza di Bruno Ferrante alle riunioni tra Procura di Taranto e custodi tecnici dell’ Ilva, intanto viene ritenuta una «grave violazione», una «irritualità» che vizia «l’ intera procedura esecutiva» e «gli atti e i documenti che ne sono scaturiti». Lo hanno scritto i legali dell’ azienda chiedendo un nuovo incidente di esecuzione contro l’ ultimatum dei cinque giorni della Procura risalente al 6 ottobre. Un ultimatum illegittimo secondo l’ Ilva perché in contrasto con quanto disposto dal tribunale del Riesame e perché «Bruno Ferrante – scrivono gli avvocati dell’ azienda – non è mai stato convocato ad alcuna di tali riunioni né dunque ha potuto apportare alcun contenuto». Per i difensori non conta che Ferrante abbia un profilo differente da quello dei tre ingegneri: la Procura avrebbe l’ obbligo di convocarlo perché può «armonizzare» le esigenze tecniche e quelle economico-gestionali. Un vero e proprio attacco alle disposizioni del pool guidato da Franco Sebastio. Quella che sembrava una partita a scacchi tra Procura e azienda, insomma, diventa sempre più una battaglia giudiziaria. Almeno tre, infatti, le udienze già fissate sui vari provvedimenti emessi dal 26 luglio. Il 22 ottobre la Procura chiederà l’ annullamento del reintegro di Bruno Ferrante tra i custodi. Il giorno seguente sarà l’ Ilva a chiedere al tribunale del Riesame la revoca dei domiciliari per Emilio e Nicola Riva e Luigi Capogrosso. Infine, il 12 novembre, un altro collegio dovrà valutare il ricorso dell’ Ilva contro il «no» del gip Patrizia Todisco al piano da 400 milioni di euro proposto per ottenere una minima capacità produttiva.

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