15 Ottobre 2012

Strisce blu, pioggia di permessi. Ma Codacons chiede trasparenza

Strisce blu, pioggia di permessi. Ma Codacons chiede trasparenza

 

LECCE – Domande chiare, dirette, come le risposte, altrettanto esaustive, che Codacons vorrebbe dal sindaco di Lecce. Per esempio: “Quali sono le 500 istituzioni a cui sono stati dati altrettanti permessi di parcheggio gratuito dalla Sgm? E con quali criteri sono stati distribuiti i permessi?”. Oppure: “In assenza di una persona responsabile per la trasparenza la richiesta va fatta pubblicamente al sindaco?”. Insomma, siamo in odor delle solite agevolazioni alla “casta”, o le cose funzionano dovrebbero funzionare diversamente?

“Cinquecento istituzioni cittadine – scrive in una nota Luisa Carpentieri, responsabile Codacons Lecce – hanno diritto a parcheggiare gratuitamente per la città. Hanno diritto a parcheggiare gratuitamente indipendentemente dal fatto che stiano, in quel momento, svolgendo attività pubblica. Hanno diritto a parcheggiare gratuitamente per il solo fatto di essere istituzioni operanti nella città. Hanno diritto punto e basta anche se, per esempio, con la loro autovettura stanno andando a fare la spesa in questo o quel supermercato, in questo o quel negozio del centro. Hanno diritto punto e basta e sono perfettamente in regola con i regolamenti interni che si sono votati”.

Questa la preoccupazione di Carpentieri: “Hanno questo diritto mentre i normali cittadini, quelli che vanno alla posta o in banca, o quelli che vanno a lavorare o quelli che vogliono solo farsi una passeggiata in centro, in sostanza quelli che non sono istituzioni, rischiano una salata multa per il sol fatto di essere arrivati alla propria auto in ritardo ed hanno il grattino è scaduto. Questo è quello che accadrebbe se il Comune decidesse di levare l’avviso bonario. Se ciò avvenisse avremmo finalmente chiaro che se le istituzioni hanno il diritto vogliono levare ai normali cittadini ogni diritto”.

Continua la responsabile del Codacons: “Se in linea di principio può essere giusto che alcune istituzioni (per esempio il sindaco o il questore o il prefetto) non debbano, se stanno esercitando le loro funzioni pubbliche, ricercare una colonnina della sosta per pagare il parcheggio, dobbiamo chiederci quali siano le istituzioni che in cinquecento svolgono l’attività istituzionale in città. Ma con un così alto numero di istituzioni, finisci col chiederti se nella nostra città ci siano consolati, ministeri, ambasciate in numero così rilevante da giustificare ben cinquecento permessi di parcheggio gratuito. Giusto per fare un paragone: cinquecento posti parcheggio sono di più di tutti i posti di interscambio presenti nell’ex Foro Boario”.

 

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