13 Ottobre 2012

«Perché il Comune non recupera i crediti dallo Iacp?»

«Perché il Comune non recupera i crediti dallo Iacp?»

 

Lettera aperta al sindaco di Benevento. «Fausto Pepe deve spiegare perché all’ improvviso spuntano 26 milioni di debiti e perché gli “errori” si scoprono solo oggi». A scrivere è il Codacons, n persona del responsabile Maurizio Zeoli. Premesso che dalle cronache giornalistiche si apprendeo che il Comune di Benevento è indebitato per oltre 26 milioni di euro, tanto da rischiare di mandare in dissesto l’ Ente con conseguenze gravissime per l’ economia della città già tanto provata dalla crisi economica; è appena il caso di ricordare che le tariffe e le imposte locali, già a livelli esorbitanti, dovrebbero essere, in caso di nuovo dissesto, per legge portate al limite più alto possibile, tanto da rendere fallimentare la già precaria finanza delle famiglie sannite; si parla da almeno quattro mesi di possibile dissesto ma ancora non vengono comunicati i dati precisi di questo disastro; la stampa rende noto, informalmente, che almeno 15 milioni di debiti derivano da sentenze con le quali il Comune è stato condannato per la occupazione illegittima di terreni a vantaggio dello IACP, di diverse cooperative e consorzi edilizi per la costruzione di alloggi di edilizia agevolata. È noto che un gruppo di lavoro costituito da dipendenti dell’ Ente sia stato incaricato appositamente di effettuare una ricognizione del debito; da tale lavoro sembrerebbero essere scaturiti una serie di rilievi che, se confermati, risulterebbero di gravità inaudita. In sintesi parrebbe che il Comune è stato condannato in alcuni casi a pagare per l’ esproprio di terreni o edifici che erano già di proprietà dell’ ente; alcune sentenze impongono il pagamento per estensioni di terreni inesistenti oppure per particelle già considerate in altri giudizi; il Comune è stato condannato a “pagare in solido” con i soggetti delegati (Iacp, cooperative e consorzi) per le espropriazioni illegittime, ma ha già provveduto a pagare per intero capitale, interessi, rivalutazioni e spese legali; non è stata avviata azione legale nei confronti dei soggetti (compreso lo IACP) delegati agli espropri dei terreni che non sono stati regolarmente definiti né è stata avviata l’ azione per il recupero delle somme che l’ Ente ha dovuto pagare a seguito di sentenze di condanna. «Tanto premesso il Codacons chiede a Lei, Signor sindaco, di dare conto, finalmente e pubblicamente, dello stato di pre-dissesto incombente e confermare o smentire i dati innanzi riferiti. I cittadini hanno il diritto di sapere perché, nella nefasta ipotesi oggi prefigurata, dovrebbero pagare decine di milioni di euro, frutto di inadempienze ed omissioni che possono mandare in bancarotta il Comune per la seconda volta in 20 anni».

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