La stangata ci costa 2,5 miliardi Brutte sorprese su Tfr e benzina
Matteo Palo ROMA ALTRO che taglio delle tasse. Il disegno di legge di stabilità del governo Monti è stato proposto come l’ attesa riduzione del carico fiscale perché al suo interno è contenuto l’ abbattimento delle prime due aliquote Irpef. Con il passare dei giorni, però, si è delineata una realtà diversa. E, pur senza testo, qualcuno ha fatto un po’ di conti: secondo la Cgia di Mestre il bilancio finale della manovra è di 2,5 miliardi all’ anno. Tutti in uscita dalle nostre tasche. Con una mano, in effetti, il governo dà qualcosa riducendo l’ Irpef. Con l’ altra, però, aumenta l’ Iva di un punto a partire da luglio 2013 e taglia le deduzioni e le detrazioni fiscali già da quest’ anno. Il risultato di questa operazione di sottrazione è a sfavore degli italiani. Come spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia: «Nel 2014, quando subiremo per tutti i dodici mesi il rialzo di un punto delle aliquote Iva, a fronte di un calo del carico fiscale sui redditi pari a cinque miliardi, le famiglie si troveranno un aumento dell’ Iva di 6,5 miliardi e un taglio delle agevolazioni fiscali di un miliardo di euro». Insomma, si ricevono cinque miliardi e se ne pagano 7,5. La differenza (2,5 miliardi) significa cento euro in più per ogni famiglia. MA NON È solo una questione di valori assoluti. Il problema è che questi soldi saranno sborsati in larga parte dalle fasce deboli, anche perché porterà un aumento dell’ inflazione: secondo il Codacons, l’ impatto varierà da +0,7 a +1,10%. Per l’ Alleanza delle cooperative sociali «si trasformerà in un salasso sulle famiglie di oltre mezzo miliardo di euro totali». E NON si tratta dell’ unico elemento che stona. L’ altro è la retroattività della stretta a deduzioni e detrazioni. Il taglio scatta formalmente dal prossimo anno, quando però si pagano le tasse relative al 2012. Quindi, un cittadino che a inizio 2012 ha fatto una spesa pensando di poterla dedurre con la dichiarazione 2013, a fine anno sta scoprendo che quella deduzione è ridotta. Una violazione dello Statuto del contribuente che la commissione Finanze della Camera ha già detto di voler correggere. Ma nelle pieghe del ddl, ci sono diversi altri oboli da pagare. Ad esempio, scompare la clausola di salvaguardia per le liquidazioni: in concreto significa che sul Tfr si pagheranno più tasse per circa 100 milioni. E viene stabilizzato l’ aumento delle accise sulla benzina per finanziare le emergenze, come il terremoto in Emilia Romagna. Era transitorio, ma ora viene confermato a tempo indeterminato.
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