«Non mi sposto: pronto a incatenarmi»
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fonte:
- La Nazione
ARRABBIATI , delusi, per niente curiosi. Con un occhio al portafogli invece che su Francesco Schettino. Non gli importa niente se, magari, la vetrina del loro negozio sarà in mondovisione. E’ la gran parte dei negozianti di via Tripoli che, per almeno dieci giorni, saranno costretti ad una rivoluzione del loro tran-tran quotidiano. Particolarmente scontenti sono quelli che in piazza Tripoli ci stanno tutti i giorni, ovvero i titolari dei banchi del mercatino rionale. «Io martedì vengo qui anche se non potrei ? tuona il pescivendolo Luigi Canuzzi (nella foto ) ? In questo banco ho 3mila euro di pesce e mi serve l’ energia elettrica. Chi mi ridà i soldi se mi spostano? Non posso dar retta a Schettino, sono pronto ad incatenarmi, oppure il comune mi dà 5 giorni di incasso….». Più o meno sulla stessa lunghezza d’ onda, anche Carlo Montefalchesi e Gianluca Ciacci , i due fruttivendoli: «Ci hanno mandato una raccomandata senza spiegazioni ? dice Montefalchesi ?. In quella piazzetta là dietro non venderemo niente…». «L’ ALTRA volta (alla prima udienza ndr. ) ci siamo salvati perché non ci siamo spostati tanto ? gli fa eco Ciacci ?. Speriamo che questa volta ci vada meglio». «Ne dovevano pensare un’ altra ? dice Manuela Consoli di Calzature Favilli ?. Avremo sicuramente una grande perdita dal punto di vista economico». Tanti contro, ma anche qualcuno a favore. E’ il caso di Massimo Poggiaroni , titolare del bar Tripoli che il 3 marzo scorso vide anche la sua pedana diventare sede di una conferenza stampa improvvisata del Codacons: «Nessuno ci ha detto niente. Speriamo di vendere qualche caffè in più». Sorride amaramente Giuseppina Bardi dell’ alimentari «Da Giovanni»: «Rischiamo di fare un flop. Sì, qualcuno in più entra in negozio, ma le auto non passano e i clienti abituali vanno da altre parti». Maurizio Montomoli di «Pane e Companatico» spera: «Il movimento è tanto e l’ altra volta andò molto bene. Gli altri negozi, però, qualcuno perderà». Mario Bismuto , il giornalaio nel cuore di piazza Tripoli chiude con una battuta: «Speriamo che di gente ne arrivi tanta, la scorsa volta tutti i quotidiani andarono veramente a ruba. Se Schettino verrà a comprare il giornale? Gli proporrei una sfida alle slot, visto che è un uomo a cui piace rischiare». L’«effetto-Concordia» è anche questo. M.Alf.
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